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Benché a questo tratto non
posso contenermi dal conce¬
pire grande sdegno , non sa¬
prei se della ingratitudine ,
o della infingardaggine de’
mortali. Nutrono, è vero, per
me grandissima venerazione,
e godono volentieri le mie
beneficenze ; tuttavia (chi il
crederebbe! ) da che’ mondo
é mondo,non v’é stato un sol
uomo che per riconoscenza
abbia con qualche panegiri¬
co tessuto P encomio della
Pazzia.

ste solenni orazioni che si fan¬
no in pubblico innanzi ai roma¬
ni pontefici , ai re, ai principi,
non potrebbe a meno di restar
maravigliato tanto della viltà di
colui che adula, quanto della
‘debolezza di colui che ascolta
sì frivole lodi. Egli è certo che
queste devono riuscir moleste
ai principi disenno. Di fatto soy¬
vienmi d’aver letto nel nostro
giornale, che l’imperatore delle
Russie Alessandro fece savia¬
mente una pubblica riprensione
ad un vescovo, che in un sacro
discorso a cui era presente ,
si perdette più nelle lodi di lui,
che in quelle di Dio. Egli ordi¬
nò inoltre a tutti gli ecclesia¬
stici di guardarsi bene in avve¬
nire da simili profanazioni , di¬
chiarando che, quando interye¬
‘niva nel santuario dell Altis¬
simo,non voleva ascoltare le sue

Eppure non mancò chi
con grande perdita d'olio e
di sonno esaltasse con istu¬
diatissime lodi e i Busiri¬
di (1),e i Falaridi (2), e la
febbre quartana, e la mosca,
e la calvezza, ed in fine ogni
simil genere di peste. Perciò
udirete da me stessa il mio
panegirico,il quale, per esse¬
re estemporaneo e non istu¬
diato, sarà molto più sincero.
Non immaginatevi che vi
parli così per ostentazione
d'ingegno, come suol fare la
maggior parte degli oratori.
Imperocchè costoro, come
ben sapete, dopo avere sten¬
tato sopra um orazione per
ben trenVanni, e talvolta do¬
po averla rubacchiata agli al¬
tri, han l’impudenza di spac¬
ciare, che l’hanno tirata giù
così per divertimento in tre
giornate, oppure che l'hanno
dettata. Io all’ incontro ho

(1) Busiride re d’Egitto, figlio
di Nettuno e di Libia , secon¬
do la favola fu ucciso da Erco¬
le , perchè sacrificava i forestie¬
ri, edusava grandi crudeltà
verso loro.

(2) Falaride , famoso tiranno
d’Agrigento in Sicilia. Fra le sue
crudeltà inaudite si distingue
quella d'aver fatto da Perillo
costruire un toro di rame; per

d’ ogni bene.

che condannava a morte.