à PRET ma fastidioso e per nulla proclive,
vuoi alla malevolenza, vuoi all’ammirazione d’en¬
tusiasmo...» Questo ritratto può applicarsi ad Era¬
smo, che fu un trimmer in religione e in letteratura.
Figlio di prete, o almeno d'uomo che fini pre¬
te; frate contro a suo volere, e per grazia prete;
arguto d'ingegno e forbito di studj, Erasmo senti¬
va gli abusi della Chiesa e aveva a stomaco il su¬
diciume monastico; voleva un Ercole che nettasse
le stalle d’Augia, non un Polifemo che divorasse
bestie ed uomini. Amava Lutero, ma i suoi rug¬
giti gli facevano paura. Ed a Lutero dava noia l'i¬
ronia indifferente d’Erasmo; quasi trave aguzzata
al fuoco e confitta nell’unico occhio; onde gli urli
e i muggiti che si sentivano fino al lontano mare.
L'uno e l’altro immortalmente benefici all’uman ge¬
nere; se non che Erasmo fomentava senza più gli
spiriti d'umanità; Lutero ravvivava e facea divam¬
pare gli spiriti divini. — Erasmo profumava d’un¬
guento i piedi al Dio uomo; Lutero gli dava della
lancia nel costato; ma ne facea rampollare il san¬
gue di salute.
Erasmo ebbe onestà nella vita, e dignità nelle
lettere. Anch’egli, secondo portava l'età, ricorse
ai favori dei grandi; ma, quello ch’era allora raris¬
simo, seppe co’ soli studj e parti dell ingegno crear¬
si un pubblico, e trovarsi un libraio (Froben) che
gli valsero più che i grandi, e fu dei primi a fondare
l'indipendenza e il decoro degli scrittori.
Erasmo sosteneva contro Scaligero ch'egli era