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APPENDICH 309

Cusca. Egli erano anche certe persone, che mi raccontavano
mille animosi ragionamenti da lei avuti del fatto mio.

Giuerra. Ecco ch’ io scopro il paese sempre meglio. A cotesti
susurroni, a cotesti commettimale, bando perpetuo a sessanta
braccia dalla soglia. E se del marito pure alcun vi zufola negli orec¬
chi:— E’ fu al tal ritrovo, alla tal cena, con la tale; —o vero: — E’
disse un gran mal di voi, — e simili ciancie, animandovi a ricat¬
tarvi; e voi non gli date retta, o rispondetegli franca: — Or che
farebb’egli, s’io in oltre ne l’irritassi? — Non fate mai, che i ma¬
ligni uomini, o le femmine invidiose s’abbian l’intento loro di ve¬
dervi infocata e scommossa, onde riderne insieme alle vostre spese.
E similmente dove alcuno de’ vostri servi si creda, per ispiarvi
le parole di lei, o gli andamenti di lui, acquistare la grazia vo¬
stra (e costoro ci mettono anche spesso la bocca), non gli lasciate
avere questa speranza, e in tutt’altro' discreta, e pietosa anzi
madre che padrona, in questo mostratevi severa ed inesorabile.

Cesca. Tanto farò.

GiLertta. Nè a voi medesima ancora piaccia aver troppo. gli
occhi addosso al marito, nè troppo sottilmente cercare dei fatti
suoi; perocchè nè gli uomini hanno a dir tutto alle loro donne,
nè tutti i segreti, che tengono faccia di tresche o villuppi, son
però tali; e per soverchia curiosità si comincia poi a dar nel ge¬
loso e a farsi paura con l’ombra. E l’altrui gelosia mette sovente
in colui, sopra il qual cade, di quei desiderii e grilli, che altramenti

e’ non avria mai avuti. Meglio è insomma non saper molte cose.

Casca. Io n’ho l’esperienza, io.

Giterta. Tanto meglio: chi vien dalla fossa, sa che cosa è I
morto; e però quante voi sempre vi guarderete dal generar di
voi sospetto nessuno nell’animo del marito (nella qual cosa sola
io vi prometto d’esser sofistica con voi stessa), tanto guarderetevi
dal pigliarne di lui e dall’interpretare altro che benignamente le
cose sue. Senzachè assai volte avviene, che i mariti si pongono
in cuore di provar con certi loro modi e punture la pazienza e
costanza nostra, e noi dobbiamo starne avvisate, perchè nell’ ul¬
timo sarà anche nostro il guadagno e il trionfo. Ma perchè vo
io dietro ad ogni cosa, quando voi, ponendo talvolta giù l'ago
e ’1 fuso, che son le gloriose insegne della donna forte, o se altre
cure piacerà al vostro marito che da voi si piglino, potete per
voi medesima provvedervi d’ottimi ammaestramenti in questa ma¬
teria, e di luminosissimi esempi?

Ceasca. Col legger de’ buoni libri forse?