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APPENDICE 303 figliuola tutta impaurita, e tocca insieme dalla voce del vero, gli si gittò ai piedi, dandogli manifesti segni di pentimento e domandandogli perdonanza. Al che il padre si mostrò presto; e, dov’ella stesse perseverante, la rendè certa dell’amor suo sviscerato. Cesca. Come andò poi la bisogna? GiLertA. Spiccatasi a pena colei dal padre, e andata in camera, vi trovò il marito tutto solo, e sì cadendogli ginocchione davanti: — Ahi (gridò), marito mio, trista a me, che fin qui nè di te, nè di me non ebbi vera conoscenza. Ma da quest'ora innanzi tu ben dirai ch'io sia un’altra: sol ti scongiuro, che tu debba ogni passata offesa dimenticare. — Nè più avanti potè per le lagrime, che le grondavano senza fine. Il marito le rispose con un tenero bacio, e confortolla a non s’aspettare da lui altro che tutto bene, sì veramente, s’ella quello attenesse, che prometteva. Cesca. E l’attenne ella però? GiLerra. Insino all'ultimo, senza nicchiar giammai. Da indi a quale 1 appresso e’ non vi fu cosa, che il marito desiderasse, essa subito e volonterosamente non facesse. Erano proprio due anime in un nocciolo; e assai volte fu poi udita la gentildonna rallegrarsi seco medesima dell’esserle tocco in sorte sì fatto uomo; che altramenti (diceva ella) io sarei stata la più odiosa femmina. che mai ci vivesse. Cesca. So dire, che di mariti di questa condizione e’ non ci fu mai abbondanza. GiLerta. Ora udite altresì del caso d'un ricco gentiluomo pur di queste contrade, ricondotto al dovere dalla dolcezza della sua donna; se però n’avete agio. Cesca. Non solo agio, ma anche piacere io n'ho. GiLerTA. Costui dunque era uno, che molto si dilettava a cacciare; e andando appunto un dì a caccia, abbattutosi in un'avvistata contadinella, fielinola d’una poverissima vedova, che d'una villetta era vicina al suo palagio, incontanente se ne fu intabaccato. A non ve l’allungar troppo, per amor di costei e’ faceva assai nottolate fuori di casa, e la caccia n'era il pretesto. Or la moglie di lui, che santissima donna era, preso avendo sospetto di qualche tresca, tanto andò cercando e appostando, ch’ella ebbe cavato la lepre dal bosco; e, condottasi occultamente alla casetta là, dove abitava la foresozza con la madre, ripescò in oltre ogni cosa delle accoglienze che gli eran fatte, e vide a quale albergo e apparecchio fosse a lui forza adattarsi. Perchè, ritornata quivi il dì seguente con una buona salmeria innanzi di begli ar