OCR
SELVAGGIA. LAURINO. APPENDICE 285 sì che repente io arsi, indi l’ardore in me (come non so) divenne amore. D’amor nacque il pensiero, dal pensiero il desire, dal desir la speranza, e la speranza partorito ha l’ardire, onde a morte ne vo per non morire. Vivi e muori a tuo senno: io son ferma e disposta di non amar già mai. O bella ninfa e cruda, che sentenza mortale! Ah, non ben si marita la beltà con l'orgoglio; allignan male insieme bellezza e crudeltate: disegual compagnia, coppia difforme. È dever che l’effetto risponda a la sembianza. Sei bella, e de le doti di Natura e d’Amor ricca e pomposa; esser però convienti altrettanto pietosa. Perfida iniqua usanza allettar lusinghiera con dolci occhi ridenti, ed uccidere altrui spietata e fiera con crudi atti nocenti. Cosi pomo leggiadro AS de; n O on = putrido verme in vaga scorza cosi coppa gemmata chiude mortal veleno; cosi tra lieti fiori aspe mordace alberga; così rigida serpe col verde e l’òr de la dipinta spoglia dolcemente invaghisce, e poi col dente crudelmente ferisce. Mansueto sembiante e cor feroce, orgoglioso disprezzo in umana figura,