alla mia gloria; e se esse giudicano rettamente delle cose,
confido che mi sapranno buon grado di averle rese per molti
titoli assai più fortunate degli uomini.
Primieramente hanno l’attrattiva della bellezza, che ben
a ragione preferiscono a tutte le altre cose, poichè in virtù
di questa esercitano un’assoluta tirannia anche sui più bar¬
bari tiranni. Inoltre, a qual altro studio mai si consacrano le
donne, fuori di quello di piacere agli uomini più che sia
possibile? Non è forse questa l’unica mira degli ornamenti,
del rossetto, dei bagni, delle ac¬
conciature, degli aromi, dell’ es¬
senze odorose? Volete vedere più
chiaramente essere la sola Pazzia
quella che forma l’ascendente delle
donne sopra gli uomini? Gli uo¬
mini accordano tutto alle donne
in vista della voluttà, e per con¬
seguenza le donne non dilettano
gli uomini se non colla Pazzia.
Questa conseguenza non può as¬
solutamente negarsi, se appena si
rifletta alle sciocchezze che si dicono, alle pazzie che si fanno
presso le donne, quando si brama di estinguere il fuoco
d’amore.
Vi ho dunque scoperta la sorgente del primo e sommo
piacer della vita. Convengo esservi cert’uni (que’ vecchi prin¬
cipalmente più bevitori che donnaioli), i quali ripongono nelle
crapule il supremo piacere. Lascio indecisa la questione,
se vi possa essere un bel convito senza donne. Quello ch'è
certo si è, che nessuna mensa può andarci a sangue, se non
è condita dalla Pazzia. È tanto vero questo, che se nessuno
de’ convitati sente del matto, o almeno non finge di esser tale,
si paga qualche buffone o si invita qualche lepido parassito