Del resto, essendo nato l’uomo pel maneggio e per l’ammi¬
nistrazione degli affari, era necessario per questo titolo aumen¬
tare un poco la sua piccolissima dose di ragione; ma, volendo
Giove prevenire alla meglio questo inconveniente, amò di
consigliarsi meco su tale oggetto, come suol fare anche nel
resto. Io gli diedi un parere veramente degno di me. Signore,
gli dissi, date moglie all’uomo, perchè sebbene la donna sia
un animale inetto e stolto, non lascia però di essere gaio e
soave, e vivendo ella in dimestichezza coll’uomo, saprà tem
perare colla sua pazzia umor aspro e triste di lui.
Allorquando Platone sembrò dubitare, se metter dovesse
la donna nel genere degli animali ragionevoli o in quello
de’ bruti, non volle con ciò significare che la donna sia una
vera bestia, ma pretese bensì di esprimere con tal dubbio
la grande dose di follia di questo amabile animale. Se mai
per avventura qualche donna si metta in capo di voler pas¬
sare per savia, in tal caso non fa che mostrarsi doppia¬
mente pazza, e fa press’a poco come colui, che tenta d’ugnere
un bue a suo dispetto coll’olio stesso col quale sogliono un¬
gersi gli atleti. Credetemi pure che chiunque, andando contro
alla natura, si copre col manto della virtù, oppure affetta una
non propria inclinazione, altro non fa, se non moltiplicare
i suoi difetti. Per la qual cosa, secondo il proverbio de’ Greci,
la scimia è sempre scimia, ancorchè si vesta di por¬
pora: così la donna è sempre donna, vale a dire è sempre
pazza, qualunque sia la maschera che prenda.
Non voglio però credere giammai che il bel sesso sia stolto
a tal segno, che meco prender se la voglia per quanto gli
dissi, giacchè io pure son donna, son la Pazzia, anzi mi pare,
che maggiormente onorar non possa le donne, che associandole