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ELOGIO DELLA PAZZIA 21 Di fatto queste due età hanno grandi attinenze tra loro, e non vi discerno altro divario che le rughe della vecchiaia e i tanti carnevali che i primi han sul dosso. Del resto, la bianchezza dei capelli, la mancanza dei denti, l’abbandono del corpo, l’appetito del latte, la balbuzie, la garrulità, la balordaggine, la smemoratezza, la mancanza di riflessione, in una parola tutto va d’accordo in queste due eta. Infine, quanto più l’uomo s’inoltra nella vecchiaia, tanto maggiormente s’avvicina all’infanzia, a segno tale che esce di questo mondo come i bambini, senza desiderar la vita, e senza temer la morte. CS XI} Mi giudichi ora chi vuole, e si confronti questo buon uffizio ch’io presto agli uomini colla metamorfosi degli Dei. Non ho qui bisogno di rammemorare gli orribili effetti del loro sdegno, e non parlerò se non dei loro beneficii. Quali sono le grazie ch’essi fanno a coloro che sono per perire? Cambiano l’uno in albero, l’altro in uccello, questo in cicala, quello in serpente, ecc.: grandi sforzi veramente di beneficenza! Pare quasi che il passare da uno ad un altro essere non sia lo stesso che perire! Quanto a me, rimetto l’uomo medesimo nell’età più bella e più felice. Che se i mortali s’astenessero totalmente dalla sapienza, e non amassero che vivere sotto le mie leggi, allora certo non conoscerebbero la vecchiaia, e godrebbero felici una perpetua giovinezza. Osservate di grazia quegli aspetti cupi, quei volti patiti e scarni di coloro, che s'immergono nella contemplazione della natura, o in altre serie e difficili occupazioni: costoro sembrano invecchiati prima ancora di esser giovani; e questo avviene, perchè un travaglio di testa assiduo, penoso, violento,