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202 Primieramente dunque dovete far conto ; che Platone imaginò una confimil casa ove scrifle che il furor degli amanti è di tutti il più felice; poichè chi davvero, e ardentemente ama, già non piùin se ſteſſo vive, ma in chi egli ama , e tanto più gioisce e gode , quanto è meno in se ftello, e più 9 ingolfa e s'inabilla nell’ oggetto adorato. Or quando P anima fi ftudia e travaglia per aftrarfi dal corpo col perfetto diftacco dalle create cose , ‘onde non servefi degli organi secondo porta la buon’ armonia tra corpo ed anima, è egli quefto da non dirfi furor di pazzia ? E che altra è mai quel che volgarmente dirfi suole in tal particolare, non è in fe, ritorna a se ſteſſo, è ritornato in fe? Certo quanto più afloluto , e prepotente è l’amore, tanto mag: giore n’ è quel farnetico, e più felice . Qual è ella dunque per effere quella vita di là su, cui e m appello ad ogni dotto ma prudente Teo. logo ; egli decida che eminente e fana Teologia rifalti in tutto quef? ultimo tratto . Non fe calunnii la parola , ma fi badi al fentimento: la: Pazzia dice insania , follia, ec. quel che in proprii termini direbbefi aftrazion da’ senfi , semplicità di cuore, povertà di spirito, ec. oppofti diametrali alla prudenza del Secolo, che preſſo Dio è ſtoltizia ,