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203 cui con tanto ardore sospirano e anelano le pie anime! e chi nol vede? Lo spirito as sorbirà interamente il corpo, come vittorioso, e del corpo lunga mano più possente . e ‘ciò far potrà tanto più agevolmente , poi. chè durante la vita P ha ripurgato a forza di contemplazione, e mortificazione ; e più perchè lo spirito ſteſſo da quel supremo Bene , verrà in prodigiosa foggia afforbito , come da agente in infinito più attivo e poderoso del. lo spirito; a tal segno, che omai tutto l uoino sarà fuor di se tefo, nè per altra ragione sarà felice , se non perchè cavato fuor di se medeſimo affatto sarà poſſeduto, maneggiato, yivificato ( senza effer niente di se padrone, e senz’ altra azione per sua parte, che d’un indicibile immenso godimento ) da quel superno Bene, centro e calamita di tutti i cuori, e di tutti pli eſſeri, di conoscerlo e di poffederlo capaci. Già la felicità di ch’ io parlo se bene perfetta e compiuta effer non pofa, che quando l anima nella risurrezione al suo corpo ricongiunta sarà pienamente una con lui beata ed immortale; pure conciofiaché la vita de buoni è una continua meditazione, e come un’ ombra di quello ftato ; è quindi, che tuttavia nel mortal corpo venga l’anima a provare un certo saggio di quell’ ineftimabil premio nell’ interna consolazione , e delizia ch’ ella prova all’ inveltirG tutta di quella