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tà, e per non fomperla. E poi giadicando
dell'amicizia dall’ amore, chi è mai il capo
e ’1 nodo d'ogni legame di cuori, se non
Cupido, quel cieco. marcio, che ficcome pren¬
de egli ftello il laido per bello, cosi attaccan¬
doci del suo morbo , fa che fia fuum unicui.
que (1) pulchrum; che bello o non bello
ami l’uomo quel che gli ya a genio, e’l vec¬
chio voglia bene alla sua vecchiotta , come il
giovinetto alla donzella. Di quefti fenomeni
ne è da vedere alla giornata, ead ogni span¬
na di paese, e se ne fa ‘baccano e fi metton
sulle ventole, e son materie di mottepoi, €
di risa al Mondo. Ma se non fuflero appun¬
to quefte ridicolerie, quefte ftolidezze, per la
società sarebbe pur finita, e °l miglior diletto
della vita anderebbe a mancare.
A molto maggior ragione quadra al matri¬
monio tutto quel che infino a qui parlato ab¬
biamo dell’ amicizia e dell'amore; per efler
quello un legame di quell intima reciproca
comunicazione che è, che troncar non fi può
che per morte. E quanti divorzii, se Iddio ne
salvi, quante novità, e scandali, e disordini
dello ſteſſo divorzio peggiori, non fi. vedreb¬
bono tuttodi, se quel domeftico familiar com¬
mer¬