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quando d’ un figlio orrendamente losco dice
il padre , che ha occhi di Venere( 1)? E altro
tutto quelte ch’un ammallo di sciocchezze e di
follie ? e dicanfi pur tali, e per tali fi vadano
ftrombettando da un capo del Mondo. all’altro :
ma a buon conto se non vi metta la sua mano
la Follia, nè fi legherà mai, nè durerà un’
amicizia . E notate che parlo degli uomini,
quai generalmente sono , niuno fra’ quali va
esente, da vizii, e quegli tra loro è l'ottimo
che ne ha meno. che quanto a quegli oraco¬
li, a quelle divinità disaggezza e di filosofia,
tra eſſi o non paſſa amicizia, o se vene pas¬
sa, è quella inamabile, dura, pesante, e
con pochiflimi; e mi recherei a coscienza as.
serire che con veruno, e n’ ho alla mano il
perchè : ogn’ uomo quafi da un de’ due piedi
ZOP¬
Ella è delicatina : è graciletta
Altra che quali da la toffe è ita:
E° doppia, e gonfio di due otri ha ’l petto,
E° Cerere tal qual sozia di Bacco:
Quella che piatto ha ‘l naso, è pur la bella
Silena, e la vezzosa Satiretta:
Se gonfie, e groffe ha labbia , ella è da baci.
(1) Pingeafi Venere coll’occhio che piega al
lofco, perchè le leziofe guardano come tra¬
verfa. per pezza; e per meglio. piacere , e in¬
namorare ,