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un vecchio, che alla tanta sperienza delle cos
se, di che nel suo vivere ha fatto acquifto ,
accoppiaffe ‘un’ ugual dose di vigor d'animo,
e d'apre giudizio? E dunque vero che il vec¬
chio da me afliltito vaneggia, e fa pazzie;
ina è vero altresì ch’ei va franco ed esente
di quelle cure infelici, dalle quali è misera.
mente tormentato un’ altro vecchio che fa
del Catone. A buon conto il mio vecchio è
na Buen compagnone ; e’ fi trova ‘volentieri
al desco, alla bottiglia, all’ allegria ; ei non
sente il peso della vita, bardellone ch’ appena
appena sa portarli dall’età più robufta: tal vol¬
ta ancora egli ritorna a quelle tre lettere di
Plauto (1). infelicilfimo lui se gli faces¬
se lume la ragione ! ma intanto , graziea me,
è egli mille volte felice, intanto è ben accet¬
to agli amici, è bon vivant, grazioso, lepi¬
do, di grata società. In fatti sappiamo. da
Omero che: il vecchio Neftore parla più dol.
ce del mele, laddove Achille affaffina con quel¬
le sue gasconate: e preſſo il medeſimo, i
vecchi afifi alle mura mettono accenti più
belli e soavi de fiori . nel qual conto la vee¬
chiaia la fa di mano alla fteffa infanzia, dol¬
ce