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tracce degli Antichi; fulle quali, e col mezzo
della più feria e profonda riflefione fovra fe
feſſo e altrui pensò , e ſcriſſe egli così bene,
da far rinaſcere al Mondo il Sole della Sag¬
gia filofofa. *

Può dirfi queff Elogio La Satira dell’ Uos
mo; Satira per altro, che mentre co’ {uot
Vali’, vivezze , e alluſioni diletta e iffruifce,
nulla offende nè efacerba. In eſſo fa veder
la Follia guanto ‘obbligato le fia il Mondo,
effendo mercè di Lei fola che frien tutti alle.
gri e divertiti, che portino con piacere il gra.
ve giogo della vita, che ridano in mezzo al.
le maggiori amarezze e travagli dell’ umanità.
Eccone Pl aſſunto.

Ogni Uomo, chi più chi meno, ha delpazzo.

Quefta dose di pazzia, ch’é in ognuno ,
lo rende contento, ealla sua maniera, felice.

In farti, fe ? Uomo rifletteffe, fe efamts
naſſe il ſuo ſtato, i ſuoi difetti, il pefo de
{uot

* I coltumi. in parte cangiati da quei de”
tempi d’Erasmo,. fanno che non fi polla gu¬
ftar tutto quel ch’ ei nel suo Elogio dice del.
la grammatica, della. caccia , d’ alcune scien¬
ze , d’alcuni ceti, come de pedanti ec. ma
in generale, il coftume e l'indole dell’ uo¬
mo ch'è sempre, e ovunque preffo a poco lo
fteflo, non vi può effer dipinto più al natu¬
rale, nè con più vivi colori 9