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imbiancare la pelle dell’ Etiope; che per
finirla, fa di una mosca un elefante. Alla
fin fine seguo poi quel volgar prover¬
bio che dice: Non hai chi ti loda? Fai
bene a lodarti da te stesso (1).
Benchè a questo tratto non posso con¬
tenermi dal concepire grande sdegno,
non saprei se della ingratitudine, o della
infingardaggine de’ mortali. Nutrono, è
vero, per me grandissima venerazione,
(1) Se alcuno ascoltasse quelle solenni ora¬
zioni, che si fanno in pubblico innanzi ai ro¬
mani pontefici, ai re, ai principi, non po¬
trebbe a meno di restar maravigliato tanto
della viltà di colui che adula, quanto della
debolezza di colui che ascolta sì frivole lodi.
Egli è certo che queste devono riuscir moleste
ai principi di senno. Di fatto sovvienmi d’aver
Tetto. nel nostro giornale, chel’imperatore delle
Russie Alessandro fece saviamente una pub¬
blica riprensione ad un vescovo, che in un
sacro discorso, a cui era presente, si perdette
più nelle lodi di lui, che in quelle di Dio.
Egli ordinò inoltre a tutti gli ecclesiastici di
guardarsi bene in avvenire da simili profana¬
zioni, dichiarando: Che quando interveniva
nel Santuario dell’ Altissimo non voleva ascol¬
tare le sue lodi, ma bensì quelle del Datore
d'ogni bene,