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26 fatto ergeste subito ilare da fronte, e com si lieto ed amabile sorriso m'applaudiste, che invero quanti d’ ogni intorno io qui mi discerno , sembranmi altrettanti Dei d'Omero (1) inebriati di nettare misto a Nepente (2) : mentre prima sedevate tristi ed inquieti, come coloro che sono appena usciti della caverna di Trofonio (3). È per verità, in quella guisa che al primo comparire in cielo della brillante ed aurea faccia del sole, oppure dopo un rigido verno al ritornare della primavera accompagnata dai dolci ze (1) Dei d’ Omero, perchè questo famoso poeta gli ha inventati. (2) Nepente, erba, il di cui sugo misto col vino, eccita all'allegria; alcuni vogliono che sia la Buglossa. (3) Trofonto , figlio di Apolline, secondo la favola , era un celebre architetto greco. Egli fubbricò a Lebadia in Beozia un tempio in onore d’ Apollo, nel quale era una caverna , in cui credevasi che un Demone rendesse gli oracolt ; e siccome coloro che vi entravano per consultarlo ne uscivano tutti sfigurati, così passò in proverbio | per esprimere una persona oppressa dalla tristezza, il dire che sembrava uscita del? antro, o della caverna «di Trofonio.