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inebriati di nettare misto a
nepente (1): mentre prima
sedevate tristi ed inquieti ,
come coloro che sono appena
usciti della caverna di Tro¬
fonio (2). E per verità, in
quella guisa che al primo
comparire in cielo della bril¬
lante ed aurea faccia delsole,
oppure dopo un rigido ver¬
no al ritornare della prima¬
vera accompagnata dai dolci
zefiretti, noi tosto veggiamo
tutte le cose prendere un
nuovo aspetto , ammantarsi
di nuovi colori e tutta in
certa qual maniera ringiovi¬
hirsi la natura, così appunto
voi,vedutami appena,imman¬
tinente cangiaste affatto di

(4) Nepente, erba il di cui
sugo , misto col vino, eccita al¬
allegria ; alcuni vogliono che
sia la buglossa.

(2) Trofonio , figlio di Apol¬
line, secondo la favola, era un
celebre architetto greco. Egli
fabbricò a Lebadia in Beozia un
tempio in onore d’ Apollo , nel
quale era una caverna. in cui
credevasi che un demone ren¬
desse gli oracoli; e siccome co¬
loro che vi entravano per con¬
sultarlo,ne uscivano tutti sfigu¬
rati , così passò in proverbio,
per esprimere una persona op¬
pressa dalla tristezza , il dire
che sembravauscita dell’ antro,
© della caverna di Trofonio,

sembiante. Ottenni pertanto
colla mia sola presenza ciò
che valenti oratori avrebbe¬
ro appena potuto conseguire
con un lungo e lungamente
meditato discorso,voglio dire
discacciare la tristezza dal¬
Panimo vostro.

Ora poi se bramate di sa¬
pere per qual motivo piac¬
quemi di comparirvi innanzi
in un arnese così stravagan¬
te, io tosto ve lo dirò, pur¬
chè mi siate cortesi della vo¬
stra attenzione; non però di
quell’attenzione che siete so¬
liti prestare ai sacri oratori ;
ma bensì di quella che por¬
gete ai cerretani, ai ciurma¬
dori ed ai buffoni sulle piaz¬
ze: in una parola, come quel¬
la che il nostro Mida (1) por¬
geva al canto del dio Pane.
Imperocchè mi piace di fare
con voi alquanto la sofista:
non però di quella razza che
al giorno d’oggi altro non fa,
che imbevere le menti giova¬
nili di vane e spinose bagat¬
telle, ed insegnar loro a cou¬

(4) Mida,famoso re di Frigia,
essendo stato scelto giudice per
decidere se fosse più valente nel
canto Pane o Apolline, egli giu¬
dieò in favore del primo,per cui
Apollo, irritato, gli pose due

orecchi d’ asino in testa.