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che (1). D'altronde, siccome non |
havvi cosu più nauseante che
al trattar con ischerzo gravima¬
terie, così riesce assai giocondo
il trattar le frascherie con un |
aria di serietà e d'importanza. |
Del resto to tascio che mi giu- |
dichino gli altri; ma pure, seil
mio amor proprio non mingan¬
na, sembrami d'aver lodato la
Pazzia non affatto da pazzo.
Quanto poi all’ imputazion del
safcasmo, risponderò , che si è
permessa in ogni tempo una
certa libertà di stile, onde mot¬
teggiare impunemente F'ordina¬
ria vita degli uomini , purchè
questa libertà, non degeneri in |
accanimento. Ok quanto ammi¬
ro Þ odierna delicatezza delle
orecchie, che omai non poss0no
altro sopportare , che titolé fa¬
stosi ! Si vedono inoltre alcuni
così zelanti per la religione ; è
quali soffrèrebbero piuttosto te
bestemmie più orribili contro
Gest Cristo, che it minimo
scherzo contro il papa, o contro

trattasi d interesse. E poi di¬
mando io di grazia se debba
stimarsi che morda, o pure anzi
che insegni ed istruisca colui,
che il vivere umano censuri in
maniera, che niuno tolga per»
sonalmente di mira? Sc cid non

(4) Come sarebbe della Con+
eezione di M. Vergine, della po¬
destà del pontefice, della maggio¬
ranza di S. Pietro sopra S. Pao¬
lo e simili, nelle quali trovansi
più contrasti e risse, che soda

fosse, verrei ìo stesso a fare di
me la satira quante volte parlo
d’altrui. Oltre aciò, colui che
declama generalmente contro
tutte le diverse condizioni, mo¬
stra di non prendersela cogli
uomini, ma bensì coi loro di¬
fetti. Se vavrà dunque chi chia¬
masioffeso, verràegli cosù a sco¬
prirsi d’esserne colpevole , o dè
temere di passar per tale. Ben
più liberamente e più mordace¬
mente ha motteggiato in questo
genere S. Girolamo, îl quale
non si è fatto serupoto di nomi¬
nare talvolta fino le persone. Ma
rispetto a noi, oltre al tacere
assolutamente i nomi, abbiamo
temperato lo stile in modo, che
il giudizioso leggîtore vedrà fa¬
cilmente, che lo scopo nostro fu
di divertire, anzi che di morde¬
re. Nè ad esempio di Giovenale
abbiam ereduto di dover. som¬
movere Pocculta sentina de vizi
dell'umanità , nè svelare le sue
infamie ; ma il solo ridicolo cìi
siamo studiati dè metterein mo¬
stra, Se dopo tutto ciò v hatut¬
tavia chi borbetti e s'adiri, co¬
stui almeno badi 5 che bello è il
venir biasimato dalla Pazzia +
la quale poichè tratta abbiamo
în iscena, e messala a parlare,
ci è stato d’ uopo porle in bocca
sensì e parole quali al suo ca¬
rattere più stanno bene, Ma a
ehe tante cose teco , ehe sei un
avvocato sì bravo, da ottima¬
mente difendere cause anco non
buone 2 Senz'altro dunque sta
sano, o eloquentissimo Moro,
e prendi animosamente le par¬
ti della tua Pazzia.

Dalla campagna il 10 di giu¬

pietà.

gno 1508.