uso già da gran tempo praticato
da.sommi autori. Imperocchè
molti secoli prima ha scritto
Omero la guerra delle ranoc¬
chie e de’sorci. (1); Virgilio ha
cantato della zanzara. e della
torta; Ovidio dellanoce ; Poli¬
crate anch’ esso fe’ V elogio di
Busiride, cui poscia corresse
Isocrate; Glaucone lodd Vingiu¬
stizia, e Favorino Tersite la
febbre quartana; Sinesio la cal¬
vezza, e Luçiano la mosca pa¬
rassita, Da ultimo Seneca scher¬
20 sull'upoteosi di Claudio; Plu¬
tarco scrisse il dialogo di Gril¬
lo con Ulisse (2); Luciano ed
Apuleio parlarono dell'asino, e
un tal Grunnio Corocotta, al
dirdi S. Girolamo , stese il te¬
stamento del porco. Faccian
conto pertanto questi censori,
che io così per divertimento ab¬
bia giuocato agli scacchi , o se
meglio lor piace , abbia come
un fanciullo cavalcato sopra
una lunga canna. E a dir vero,
che iniquità non è quella che,
permettendosi ad ogni condizion
di persone i suoi passatempi, si
cerchi poi di vietarne ognuno al
(1) Si dice comunemente che
Omero ne sia l’autore , ma non
mancano alcuni dotti che la cre¬
dono piuttosto composta da qual¬
che altro lepido scrittore ad
imitazione d’ Omero.
(2) Grillo Greco , cambiato
dalla maga Circe in porco , di¬
sputa con Ulisse, asserendo che
la condizione de’bruti è più fe¬
lice di quella degli uomini.
sime se gli scherzi traggan se¬
co del serio, e în guisa taleven¬
gan maneggiate le facezie , che
chi legge, per poco che abbia
buon naso, ne ricavi vantaggio
assai più che da gravi e lumi¬
nosi argomenti. Come a dire
quando da alcuno con lunga
orazione, a grande stento e fa¬
tica di schiena tessuta con tan¬
ti pezzi qua e là rubati, si en¬
comia la rettorica o la filoso¬
fia (1); da un altro scrivonsi le
lodi di un qualche principe (2):
da un altro si pronuncia un del
discorso per animare alla guer¬
ra contro i Turchi (5); da un al¬
tro si fanno oroscopi, e predi¬
zioni tratte dai pianeti (4) ; da
tal altro si fanno quistioni dì
lana caprina e futilissime ricer¬
(1) Simili orazioni solenni si
tengono al principiar degli stu¬
di., più per ostentazione d’ in
gegno, che per reale vantaggio.
(2) Poichè in questi encomi
vi è più adulazione che since¬
rità.
(3) Molti in que’tempi con ta¬
li orazioni si sforzayano di ec¬
citare i prineipi alle crociate,
per godere più che potevano del
danaro che estorquevasi con tak
pretesto.Oh quanto sarebbe sta¬
to meglio,che que’ cristiani ora¬
tori avessero esortato a dichia¬
rar la guerra ai vizi ed alla bar¬
barie, che tanto in allora domi¬
navano !
(4) Si allude agli astrologi ,
specie d’ uomini stoltissima e
pestilenziale.