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insulse affatto per sè stesse, di¬
lettando ti vai (1), e qual altro
Democrito (2) miri e tratti co¬
me riso le umane vicende. Seb¬
bene poi per la singolare perspi¬
eacia del tuo ingegno sti al cer¬
to di gran lunga superiore al
rimanente degli uomini, pure
per l'incredibile soavità del tuo
costume eper V affabilita tua
particolare sai e godi ( per usar
l'espression di Tiberio Cesare )
esser l'uomo di tutte le ore.

Or ti piacerà dunque non so¬
lo d’ accogliere questa picciola

(4) Nel tradurre questo passo,
mi sovvenne d’aver letto fra le
altre di Tommaso Moro le due
seguenti facezie. Una volta Ar¬
rigo VIII avendolo incaricato di
una commissione assai perico¬
losa verso Carlo V, ei gli rispo¬
se che,eseguendola, avrebbe po¬
tuto costargli la testa. La testa!
replicò Arrigo sdegnato. Se a¬
vesse tanto ardire , io farei de¬
<apitare quanti suoi sudditi tro¬
vansi ne’miei stati. Allora sog¬
giunse il Moro: Io son ben tenu¬
to a vostra maestà per la- sod¬
disfazione che mi farebbe dare;
ma temo che fra tante teste non
ve ne possa essere alcuna che
s'adatti bene al mio busto.

Stentando per la gotta a sali¬
re il palco su cui perdette la
testa in difesa della fede : Ami¬
co, disse ad una guardia : Aîu¬
tami a salire, chè allo scendere
non ti darò poi incomodo.

(2) Questo filosofo ridevasi di
tutto ciò che accade nella vita
umana, come di cosa stolta,

declamazione come un presente
di un tuo buon amico, ma di
prenderla ancorasotto il tuo pa¬
trocinio, come cosa a te sacra,
e più tua certamente che mia.
Imperocchè prevedo benissimo
che non mancheranno dei de¬
trattori, che se le dichiarerar
contra, qualificandola come una
frivolezza indegna di un teolo¬
go, e come una satira contraria
alla cristiana moderazione : 8
schiamazzando inoltre,declame¬
ranno contro di. me, come co¬
lui che risusciti l'antica com¬
media (4), e sì faccia, qual nuo¬
vo Luciano (2), a morder tutti
senza risparmiarla. Ma pure
quei che disgustansi della bas¬
sezza delľurgomento e del suo
ridicolo, dovrebbero por mente
che non ne sono io al certo Vin¬

(4) L'antica commedia è sta¬
ta inventata da un certo Susa¬
rione Megarese : questo teatro
nascente era così libero, o piut¬
tosto così licenzioso, che faceva
il nome agli spettatori, nomi¬
nando i loro vizi: ma un tal di¬
sordine venne proibito con una
legge fatta espressamente; e do¬
po la riforma. di quest’ abuso si
diede al teatro il nome di nuova
commedia. La satira è succes¬
sa all’antica commedia presso i
Latini.

(2) Il famoso Dialettico Lucia¬
no esercitava in Samosata la
professione di rettore; ed era
così satirico , che non la rispar¬
miava nemmeno agli dei, per
cui gli fu dato il soprannome di
| empio,