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sue quella a cornacchia, che si sforzi d' imbiancare la pelle dell’Etiope, che, per finirla, fa di una mosca un elefante. Alla fin fine seguo poi quel volgar proverbio che dice : Non hai chi ti loda? Fai bene a lodarti da te stesso. Benchè a questo tratto non posso contenermi dal concepire grande sdegno, non saprei se della ingratitudine, o della infingardaggine de’ mortali. Nutrono, è vero, per me grandissima venerazione, e godono volentieri le mie beneficenze, tuttavia (chi il crederebbe !) da che mondo è mondo non v'è stato un sol uomo, che per riconoscenza abbia con qualche panegirico tessuto l’encomio della Pazzia. Eppure non mancò chi con grande perdita d'olio e di sonno esaltasse con istudiatissime lodi e i Busiridi *, e i Falaridi ?, e la febbre quartana, e la mosca, e la calvezza, ed in fine ogni simil genere di peste. Perciò udirete da me stesso il mio panegirico, il quale per essere estemporaneo e non istudiato, sarà molto più sincero. Non immaginatevi che vi parli così per ostentazione d’ingegno, come suol fare la maggior parte degli oratori. Imperocchè costoro, come ben sapete, dopo avere stentato sopra un'orazione per ben trent'anni e talvolta dopo averla rubacchiata agli altri, han l’impudenza di spacciare che l'hanno tirata giù così per diverti1 Busiride, re d’Egitto, figlio di Nettuno e di Libia, secondo la favola, fu ucciso da Ercole, perchè maltrattava e uccideva i forestieri. 2 Falaride, famoso tiranno. SS SEAN»