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298 APPENDICE GiLETTA. Cara amica, i' ho udito, e letto anche più volte, ch'egli non sono i nobili vestimenti, nè l’altre leggiadrie, che facciano adorne le gentildonne, ma i be’ costumi, e gli ornamenti dell'animo. Ell’ è usanza delle vane l’abbigliarsi agli occhi di molti: noi siamo abbigliate assai quando siamo a que’ del marito, Ed anche voi non siete disorrevolmente vestita. Cesca. Ma intanto questa bella gioia, che tiene stretto colla moglie, fuori di casa largheggia, e sbracia a diletto. GILETTA. Ed in che mai? Cesca. In ciò che gli pare e piace: alle bische, ‘a’ raddotti, dietro alle dame sue. GiLETTA. Zitta un po’, che voi disonorate voi stessa disonorando il marito. Casca. E pur l’opera sta così. GiLeTTA. Ma e non gli avete voi mai fatto sentir nulla del dolor vostro? Cesca. Ben sapete; e di che sorta! Egli non passa giorno, che io non gli risciacqui il bucato, e non istia seco a tu per tu. Se il suo ranno è caldo, ed il mio so dir che è bollente. GiLETTA. Ah, Cesca mia, cotesto non è il dovere. CEsca. Che dovere o non dovere? ho io però a trattar da marito chi me non tratta da moglie? GiLeTtTA. Ma non sapete come il dottor delle genti insegna, che le mogli hanno da star suggette ai mariti con ogni umiltà, e 'l principe degli apostoli ci dà per modello Sara, da cui Abramo, suo marito, era chiamato signore? Cesca. Benissimo, ma poichè m’entrate in sagristia..... GILETTA. Cioé dove abita il vero. Cesca. Io mi ci accordo: ma il dottor delle genti anche ci dice, se male non mi sovviene, che i mariti hanno da amare le mogli come Cristo amò la Chiesa sua sposa. Faccia egli il dover suo, ed io non mancherò del mio, GILETTA. Tanto dunque vi spiacerebbe il vincere altrui nel bene? Senzachè, dove la cosa sia giunta a tale ch’abbia a cedere l’uno de’ due, egli è pur giusto, che al marito ceda la moglie, Crsca. Se però marito si deve chiamare chi adopera a questo modo. GILETTA. Or mi date voi, Cesca mia, licenza, che per l’antica nostra dimestichezza io vi parli del tutto liberamente? Cesca. Anzi mi piace. GiLeTtTA. E bene: la prima cosa, voi dovete pensare che, qual