vare, ben conoscendo quanto sogliano essi aumentare i loro
guadagnuzzi! Se in mezzo a tutti questi pregiudizi sorgesse
qualche odioso moralista, e con un tono apostolico facesse
questa patetica, ma vera esortazione: « Non perirai, se avrai
ben vissuto; non basta offrire una piccola moneta per otte¬
nere i perdoni e le indulgenze; bisogna inoltre odiare il male,
piangere, vegliare, pregare, digiunare, in una parola cambiar
vita. Voi confidate nel tale o tal altro Santo? Ebbene, seguite
i suoi esempi, vivete com’egli ha vissuto, e meritatevi in questa
maniera la grazia del vostro Santo protettore »; — questo mo¬
ralista (sia detto fra noi) non avrebbe torto parlando in tale
maniera; ma da un’altra parte trarrebbe gli uomini da uno
stato di felicità per gettarli nella miseria e nel dolore.
Una parolina intorno ad un’altra specie di matti: quelli
i quali, vedendosi giunti al termine de’ loro giorni, ordi¬
nano grandiosi prep: arativi, onde poter fare magnificamente
il passaggio alla tomba. È un bel piacere l’osservare questi
moribondi applicarsi seriamente a prescrivere la loro pompa
funebre. Stabiliscono articolo per articolo quante torce e
quante candele devono ardere ai loro funerali, quante per¬
sone vestite a bruno, quanti musici, quanti piagnitori devono
accompagnare il feretro; ‘quasiché dovessero conservare anche
dopo morti un qualche senso per godere di questo spet¬
tacolo; oppure sapessero con certezza, che i morti sogliono
arrossire quando il loro cadavere non venga sepolto con quella
magnificenza, che richiede il proprio stato. Finalmente pare
che questi ricchi considerino la morte come una carica di
Edile, che gli obblighi ad ordinare pubblici giuochi e banchetti.
Quantunque fecondissimo sia il mio soggetto, quantunque
sia obbligata a trattarlo superficialmente, pure non sarà mai
vero ch’io passi sotto silenzio que’ grandi encomiatori, que’
fieri apprezzatori della vana nobiltà. Fa d’uopo provare l’anti¬
chità della loro stirpe? L'uno discende dal pio Enea; l’altro