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ELOGIO DELLA PAZZIA 15 IX Vedete questa dal guardo altero? Ella è Filautia ossia l'amor proprio. Quest’altra che sorride coll’occhio e applaudisce palma a palma, è Colachia, ossia l’adulazione; quella la che ha socchiuse le ciglia e par dormicchiare, è Lete, ossia l’obblìo; e quell’altra che appoggiasi ad ambi i gomiti colle mani in mano è Misoponia, ossia l’odio della fatica; questa col capo inghirlandato di rose, tutta spirante essenze e profumi, è Edone, ossia la voluttà; questa che volge lubrici e incerti gli occhi e par tutta in convulsione è Anoia, ossia Virriflessione; questa dalla pelle alabastrina, grassottella e ben pasciuta, è Trofe, ossia la delizia. Fra queste Ninfe voi discernerete esservi ancora due Dei; uno di questi è Como, ossia il riso e l’allegria della mensa; l’altro è Nigreton ipnon, ossia il profondo sonno. Secondata pertanto e servita fedelmente da questo stuolo di domestici, estendo il mio dominio sopra tutte le cose, e perfino i monarchi più assoluti sono sottomessi al mio impero. X Eccovi omai istrutti della mia nascita, della mia educazione e del mio corteggio. Ora, affinchè non sembri a taluno che fuor di ragione usurpato m’abbia il nome di Dea, voglio farvi toccar con mano quanto io sia utile agli Dei ed agli uomini; e quanto estendasi il mio divino-potere, purchè stiate ad ascoltarmi ad orecchie ben tese. Ha pure scritto sensatamente taluno, che egli è veramente essere Dio il giovare a’ mortali; e se a buona ragione vennero ascritti nel senato degli Dei coloro che trovarono il vino, il formento, o altro simile vantaggio procacciarono agli uomini, perchè non sarò io proclamata e venerata per la prima tra’ Numi, io, che sola ogni bene ad ognuno a larga mano dispenso?