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ELOGIO DELLA PAZZIA

I Colloquia familiaria avevano, intanto, sullo scorcio del
Settecento, un estimatore eimitatore nel roveretano Clementino
Vannetti, che compose una serie di dialoghi sul fare di Luciano
e diErasmo (‘). Il dialogo xI11, La moglie (Uxor mempsigamos) (£)
dedicato con lettera da Rovereto del giugno 1794 a Matilde
de’ Telani novella sposa, fu (dice il Vannetti) « nel latino
idioma già scritto da quel Luciano dell’ Olanda, Erasmo, e
da me, non verbo a verbo, ma largamente (come di più latine
commedie veggiamo aver fatto diversi fiorentini ingegni) nel
nostrale ridotto, e ad un’ora in parecchi luoghi modificato,
quelle cose togliendo via, che con Vitaliana delicatezza mi
son parute men confacevoli, e annestandovi pel contrario di
quelle, che ho giudicate al nostro modo di pensare e a’ mo¬
derni usi per avventura più adatte». Anche il dialogo Ix, Il
vero risparmio (°), è imitazione da Erasmo (Diluculum). —
Aggiungo che nel 1808 fu edito in Venezia, per occasione di
nozze, lo stesso colloquio Uxor mempsigamos, nuovo volga¬
rizzamento o parafrasi eseguita da un anonimo «letterato »
e curata per la stampa da un Ottavio Angaran, che dichiara
di avervi posto anche le sue mani per « tagliare qualche digres¬
sione non affatto decente e solo accessoria » e velare qualche
vocabolo (‘). A una diligente, elegante e compiuta tradu¬
zione dei Colloquia attendeva, una trentina d’anni fa, Ettore
Toci, che pubblicò, come saggio del suo lavoro, nel 1878
Gli alberghi, nella Rassegna settimanale (vol. 11, n. 6, ago¬

(1) Sono raccolti nelle Opere italiane e latine del cav. CLEMENTINO VANNETTI
roveretano, vol. 1 (Venezia, Alvisopoli, 1826.

(2) Vol. cit., pp. 161-197. Se ne ebbe una ristampa in un opuscolo per occa¬
sione delle nozze. Berselli-Zannarini: La Moglie, dialogo del cav. CLEMENTINO
VANNETTI roveretano (Bologna, tip. Mareggiani, 1888).

(3) Vol. cit., pp. 111-119.

(4) Volgarizzamento libero e castigato del Colloquio del celebre Desiderio Erasmo
di Roterdam intitolato Mulier (sic) Meuyioop (sic!!) vale a dire Donna sdegnata

del matrimonio, dato in luce nelle ben-augurate No Duodo-Balbi Valier, Venezia,
MDCCCVIII, dalla stamperia Curti. Opuscolo di pp. 35. Nella dedicatoria alla sposa,
scritta dall’Angaran, si dice: « Un letterato, che onorami di sua amicizia, mi ha
regalato da lui tradotto quest’ Opuscolo Greco-Latino (sic), dalla penna uscito del
famoso Desiderio Erasmo », ecc.