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INTRODUZIONE XIII

di tutte le sétte non son altro che espresse pazzie: cosa
nel vero molto gioconda, e per le arguzie gentili di che ella
è tutta piena, da piacere insino alle persone di gravità ed oc¬

cupate in altri negoci. Ma indegna al tutto d’un uomo di

chiesa; perciò che pare si faccia beffe in essa anche delle
cose di Dio ». Come al Franco, le operette satiriche di Erasmo
erano familiari a Giordano Bruno (*); e anche alla Stultitiae
laus' conviene riattaccare la Piazza universale di tutte le pro¬
fessioni e alcun altro dei curiosi volumi di Tommaso Garzoni
da Bagnacavallo (1549-1589).

Non poteva mancare, e non mancò, in quel tempo, una
traduzione italiana della Stultitiae laus; una traduzione che

è rimasta ignota agli eruditi italiani, e che neppur io sono

riuscito a vedere, sebbene ne abbia fatto ricerca in quasi

tutte le biblioteche d’Italia. La più antica edizione di essa
si trova citata col titolo: La moria... novamente (ossia non
già «di nuovo», ma, come è certo da intendere, «ora per
la prima volta») in volgare tradotta (in Venetia, 1539, in 82);
e fu seguita da almeno due ristampe: l’una anche di Venezia,
per_Giovanni-della Chiesa Pavese, 1544; e laltra ivi, Ze¬
naro, 1545 (*). Mi auguro che alcuno, più fortunato di me,

riesca a scovarne qualche esemplare, e possa dirci da che questa
traduzione fosse condotta e quale ne sia il valore.

E, oltre questa traduzione, si ebbe dell’opuscolo erasmiano
un’imitazione, nel libriccino intitolato La Pazzia, o anche Lodi
della Pazzia, più volte ristampato anonimo tra il 1540 e il 1560.
Il Brunet ne attribuisce la paternità ad Ascanio Persio; ma

il Persio nacque nel 1554. La Biographie universelle, ad Or¬
tensio Lando; ma confonde col «paradosso» Meglio esser
matto che savio, quinto nel volumetto dei Paradossi del Lando
(Venezia, 1554). Chè anzi lo stesso Lando accenna, nel prin¬
cipio del suo paradosso, all'esistenza di due altri « Elogi della

(1) Si vedano in proposito le Postille storiche-letterarie alle opere di G. B., pub¬
blicate dallo SpampanaTo, nella Critica, IX (1911).
(2) Bibliotheca Erasmiana, citata: ne) vol. della Bibliographie des œuvres

d’ Erasme, che concerne il Moriae encomium (Gand, Voigt, 1908), p. 336.