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XII ELOGIO DELLA PAZZIA

riuscito a vedere i «dieci dialoghi su diversi argomenti, altri
filosofici, altri morali, altri di diverse materie », che pubblicò il
Leoniceno, ossia Niccolò Leonico Tomeo (1456-1531) ('), uno
dei quali, secondo i suoi avversari Scaligeri, Erasmo avrebbe
plagiato, laddove, secondo altri (*), Vitaliano avrebbe imitato
dall’olandese. Il nome di Erasmo torna più volte nei Dialoghi
piacevoli di Niccolò Franco (1539), nel secondo dei quali si
protesta stima e amore per Luciano e similmente per Erasmo;
e nell’ottavo si legge: « Che dubio fai di non dover traficare
l’opere del grande Erasmo? Forse perchè in Roma Da vietato
il Collegio che si vendano? Credi che intervenga questo pef¬
chè elle non sieno buone, o perchè ci sia serupolo di eresia?
Sai perchè l’ hanno dato bando, poi che vuoi che tel dica?
Perchè il Tedesco miracoloso t ha concia in cordovana tutta
quella brigata. E perciò hanno pigliato in urto quel valen¬
tuomo, e non vogliono che in Roma còmpaia Erasmo, talchè,
dove trionfano, non si cantino le lor magagne. Ma non resta
per questo ch’egli non si stampi e ristampi, non si venda e
rivenda, e non si legga e rilegga per ogni luogo... Che manca
al buon Erasmo, ch’egli non sia eloquente, catolico e mira¬
bile nel suo dire?» (3). Negli -Elogi degli uomini più famosi
in lettere di Paolo Giovio (4), si dice di Erasmo che « fece
stampare primieramente un’operetta intitolata la Pazzia; la
quale fu quella che sparse la fama del nome suo in ogni
parte. Ella è fatta ad imitazione d’una delle pungenti satire
di Luciano. E trafigge gli uomini di tutte le professioni con
acutissimi stimoli, mostrando apertamente che le operazioni

(1) TrraBoscut, Storia di letter. ital., VII, l. 11, C. 2.

(2) E. AmiEL, Un libre penseur du XVI siècle: Erasme (Paris, Lemerre, 1889),
p. 318.

(3) Questi brani sono soppressi nelle edizioni espurgate che poi si fecero dei
Dialoghi del Franeo; per es., in quella di Venezia, Farri, 1609, « espurgata per Gi¬
rolamo Gioannini da Capugnano bolognese ».

(4) Cito dalla traduz. italiana: Le iscrittioni poste sotto le vere imagini de gli
uomini più famosi in lettere di Mons. Paoro Giovio vescovo di Nocera, tradotti di
latino in volgare da Hippolito. Orio Ferrarese, in Venetia, appresso Giovanni
de’ Rossi [1550], pp. 200-202.