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197 guanfi in tutte loro azioni e maniere dall’ u» uiverso Mondo. Per tanto suol a quit accadere quel che giufta la platonica (1) novelletta a quelli accade, de’ quali ella narra , che incatenati in quella spelonca vedono l’ombre sole delle cose. or se un di loro di là sottrattofi colla fuga; ritornatovi poi dica a’ sozii d’ aver veduto le cose come in se fteffe sono, e vogliali persuadere che fieno tanti pazzi a prencor omitc perle toga, ene dì compianga, è deplori il loro tato , effi per contrario a tal rapporto tra loro sogghignando , che filaftrocche ci vieù egli ora coftui à vendere , diranno , €i certo dev’ essere un matto originale . In fimil guisa affatto il volgo degli uomini tanto più le cose ammira, che più han della materia, e del corpo, e quelle sole ha per solide, e reali: non così i pii e divoti, a rovescio anzi; che quanto più tengono le cose della materia, e del senfibile, tanto più le hanno effi in non calere , e tutti aftraggonfi, e immergonfi nella contemplazione , ed amore degli oggetti invifibili. Avvegnadioche quegli altri ‘delle terrene cose hanno per prie me le dovizie, poi contano i comodi, e i piaceri del corpo, l’ultimo luogo all’ anima lascian(©) LVII Plat. de Republi di quefta fpelonca vedi l’annotaz. di fopra . Nes