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194 di buon’ intelligenza colla Saggezza ; eccone le prüove. In prima fate attenzione che i fanciulli, i vecchi, le donniceiuole, gli scimuniti sofi quei. che più degli altri dilettanfi delle pratiche di pietà e di Religione , onde son sempre per le Chiese, e proftrati agli Altari ; senza fallo per semplice iftinto di natura. Offervate in altre i primi fondatori della Religione di qual semplicità furono, € come nemici a sangue d ogni letteratura. In fine trà l’immenso ceto de’ pazzi i più pazzi son quei ; che sono invafi tutti da un tale spirito ed ardor di pietà , in virtù di cui essi-profondono le lor' softanze , perdonano Ll’ ingiurie , lasciano giuntarfi ; fon fan divario tra amici e nemici nell amare il prossimo, hanno in orrore il piacere, fan le grandissime scorpacciate d’ inedie, vigilie, lagrime; ftrapazzi, contumelie , ban la vita a noia, defiderando unicamente la morte, iù una parola moftrano a tutte pruove di non aver più una drammi di raziocinio nè di senso comune ; à tenor de’ dettami dell’ umana saggezza , come se la lor anima fia tntta altrove ch'entro il lor corpo, Or qual pazzia più di queſta ? e su tal piede cessa ogni maraviglia che gli Apoftoli fosser prefi quella volta per riscaldati dal vino, e che S. Paolo sembrasse a Fefto di follepgiare . Ma