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139 sio , niuna diffidenza moftrando ‘poi di M. Antonio, cui tanto piacea il vino, come aneo fu di Nerone verso Seneca, di Dionifo verso Platone, e per contrario amano farsela con bufali e marzocchi; altrettanto Crito non è mai che non detefti, e condanni i Filosofi, che tanto contano su i loro lumi, e prudenza, come niente oscuramente S. Paolo attefta ove dice, 1, Cor. r. Qua ftulta funt mundi elegit Deus; e dove dice, ib. ch'è sembrato bene a Dio ut, per ftultitiam feryaret Mundum , quandoquidem per Sapientiam reftituit non poterat . e l’ iſteſlo Paolo, ib. citando. il Prof. Isaia, ribadisce lo*ftesso chiodo, perdam fapientiam fapientium, & prudentiam prudentium reprobabo; e quivi {tesso ove ringrazia Iddio perchè celato avesse il. miftero della Croce a’ Savii, facendone mercè a fanciullini, cioè a pazzarelli, infatti nel greco è nipiis (1), cui oppose sophis (2). À quefto anco riferiscefi quel sempre tartassarfi da Gesù Crifto ne’ Vangeli i Farisei ,, gli Scribi, e i Dottori della Legge, e prenderſi con premura le parti dell’ ignorante volgo. E che altro è quel Antonio , tifpofe di non temere que grafi, e briachi, ma più tofto i pallidi, e fobrii, accenando Bruto , e Caſſio . (1) vymios, frolidi, bergoli, femplici Be. (2) copo?s, fapienti, faggi, Cre.