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Mondo, e ora e sempre, senza riguardo a sa.
cro o a profano, va soflopra, e fi maneggia, e fi
governa il tutto: a cui talento e guerre , e paci, e
imperi, e configli , e gìudizii, e squittinii, e
maritaggi, e convenzioni, e confederazioni , e
leggi ed arti, e tutte cose o ridicole o serie
(ahimè che mi manca il fiato) in una paro¬
la, gli affari tutti o publici, o privati de
Mortali vengono condotti, e regolati ; senza
ileui braccio tutto quel popolo di poetiche di.
vinità, e diciamla giufta, gli ſteſſi Dei di pri.
ma sfera, o affatto non sarebbono , o la f¬
rebbono per lo meno afai magra (tr): cui
chi ha nemico non gli porrà valere in soccorso
la ftela Dea Pallade, ma chi l'ha dalla sua,
può aver in tasca Giove ftello con tutti i
suoi fulmini: e queſto padre è appunto quel.
lo di ch’ io vo faftosa. Ei poi generommi
non già del suo celabro, come quella burbe.
ra, ed antipatica di Monna Pallade, ma fi
ben di Neotete , (2 ) quella sovra altre tutte
leggiadriffima, e giocondifima Ninfa. Di più
non di legittime nozze, legame faltidioso , fa¬
ftidiofifimo, come vide la luce quel ruvido è
ZOP¬

(1) Orxorimi: a domo & cibo; viyerebbo¬
no di quel ck hanno in cafa.

(2) Nedris, Gioventù: gioventà e riccher.
za fan pazzia,