35
eccolo: prefemi in prima tal fantafia pel tuo
gentilizio cognome , alla Moria (1) così aff¬
ne, quanto da effa realmente tu fe’ lontano,
€ lontaniſſimo certo a comun ſuffragio ne fei.
Poi mi lufingai che queſto ſcherzo d’ ingegno
meritar poteſſe la tua approvazione, fe è ve
ro che di sì fatte amenità, non plebee certo,
a quel che me ne pare, né infulfe affatto per
fe ſteſſe , dilettando ti vai, (2) e qual altro
Democrito mirando e trattando con rifo gli
avvenimenti del vivere umano, Se bene ‘però,
come per eccellenza di genio, e di talenti fei
tu al di fopra del rimanente degli uomini,
cost per la rara foavita del tuo coſtume, à
per:l'affabilirà tua ſingolare , ſai e godi in
ogni tempo, e luogo a ciafcuno accomodarti
e renderti a tutti amabile e grato .
Or ti piacerà dunque non d accorre folo di
buon grado quefta piccola mia diceria, come
un
re
a Penelope, e ad Uliſſe or una cosa or un’
altra.
(1) Magia, così dicefi in greco la Fol¬
lia. i
(2) Nel tradurre queſto paſſo mi ricordai
d’ aver letto di Tommaso Moro, che nel salire
il palco, su cui dovea perdere il capo in te¬
ftimonianza della Verità; con quell’ anima sem¬