dr a di fcorfi di’ ritorno d' Ira.
lia in Inghilterra, per non ifpender tutto quel
tempo del viaggio a Seipite fole, (1) voll
anzi ricrearini di tratto in tratto, 0 col vol.
ger l'animo a’ noſtri comuni ffudii, 0 col ri.
chiamarmi alla memoria i dottiſſimi inſieme, e
dolciſſimi amici che coſti laſciato avea nel par¬
tire. Mi venivi tra queſti tu il primo ſotto
gli occhi o caro Moro; cui, fe bene in tan.
ta diffanga, io pur vedeva, e favellava teco
con quel piacere, onde di preſenza ſolca ; e
di cui giuro noh avere. avuto in mia vita il
maggiore. Or poichè non volli io in quel? ins
teryallo paffarmelaneghittofo, né altronde fem:
brandomi circoſtanze quelle da penſieri ſerü :
parvemi ben fatto divertirmi in un elogio del.
la Follia. Come queff effro? (2) mi dirai:
(1) aux zog fabulis, illepide , aliene dalle
Muse. i
(2) Que Pallasifthuc tibi mifit in mentem.
Omero introduce Pallade che va suggerendo
a Pe¬