ragazza che in casa sua si era sempre cullata nell’ ozio, ed
era venuta su in mezzo alle ciarle e agli scherzi della ser¬
vitù. Sicché cominciò ad avere a noia lo studio. Rifiutava
di obbedire; e quando il marito la sollecitava, piangeva a
calde lacrime; e qualche volta si buttava in terra picchiando
il capo sul suolo, come se si fosse voluta ammazzare. Sic¬
come questa storia non finiva più, il marito, dissimulando
il suo sdegno, un bel giorno propose alla moglie, così per
isvagarsi un po’, d’ andare insieme in campagna a fare una
visita al suocero; e naturalmente lei acconsentiva volentieri.
Come furono arrivati, il marito lasciò la consorte colla
madre e colle sorelle; e se ne andò a caccia col suocero.
Trovatisi a un certo punto in piena libertà, egli dichiarò
al suocero che, sposando, aveva sperato di trovare una cara
compagna della sua vita; e invece si trovava intorno un rospo
che non faceva altro che frignare e disperarsi, senza che ci
fosse verso di farle intender la ragione. Insomma lo pregò
che l’aiutasse a guarire, se era possibile, la malattia della figlia.
II suocero rispose che lui la figlia gliel’ aveva data una
volta per sempre; perciò, se non vi era modo di farla ob¬
bedire colle parole, usasse pure del suo diritto e la facesse
ravvedere colle busse. « Conosco bene sin dove giunge il
il mio diritto — replicò il genero — ma preferirei molto
di vederla guarire mediante i tuoi accorgimenti e coll’ uso
della tua autorità paterna, piuttostoché venire a quell’ estre¬
mo rimedio che è il bastone ».
TI suocero promise che se ne sarebbe occupato in tal
senso. Dopo un giorno o due, cerca tempo e luogo per
rimaner un po’ solo colla figlia; e lì, preso un aspetto se¬
vero, comincia a ricordarle la sua poca bellezza, il suo
carattere antipatico, tanto che un tempo egli aveva spesso
dubitato di poterle mai e poi mai trovare un marito. « A
forza di darmi attorno — seguitava — te ne ho trovato
uno da far gola anche alla ragazza più fortunata del mondo.
E tu, ingrata e sconoscente di tùtto quel che ho pro¬
cacciato per te, non capisci che hai un marito tale che, se