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1484_007_I_015

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Creator
Alighieri, Dante
Total Pages
561
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INCUNABOLI
inc_000007/0056
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Page 57 [57]
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CANTO TERTIO #4 dala parte del noftro hemifperio:quanto rimafe diuacno:Et quella terra cofî pinta furfe nel laltro hemifperio & fece el mote del purgatorio.Q uefta fua fictione fa uerifimile che focto terra fia urcuo pelinferno.Et perche fe cddoephilofophi laltro hemaifperioe tato habitabile quanto el noftro:& parrebbe chela natura Ihauefi facto idar on fen6 ui fuffino chi Ihabitafi.Rimane p la fictide di Dathe che n6 fia iuano habitabile poiche uhabitano lani medelpurgatorio.Etnò faremo conftrecti fecondo ephilofophi a confeffareche wi fieno huomini chomedi qua habitandoui lanime.Imperhoche fe ui fuffino habitatori gluomini nafcerebe inconueniente:perchen6 harébbo no potuto hauere la doctrina euangelica chome noi.Queramente harano a icorrere nellerrore dorigene:elquale dixe che Chrifto fu unaltrauoltacrucifixo i quello hemifperio per ricéperare loro come hauea ricomperato note Ma del fito & {patio dellinferno difcripto da queſto poeta {pero diremo piu diftidtamente quado arriueremoal baflo:& con piu dimoftratione che forfealtro che nhabbi {cripto:Maximecon laiuto del noftro Antonio Manet ti elquale con fuo ingegno mathematico ha iueftigato cofe molto uerifimili & quafi dimoftratiue,Ma tornando ondecipartimo.E da confîderare che alcuna volta tra&a de witii nel modo che fono nellanime feperate dalcorpa & dannatenellonferno, Alchuna uolta nel modo che feno nellhuomo anchora uiuente & in corpo. IPER ME fina,Finge qui el poeta efler la porta dellonferno:& fopra la porta effere feripte quefte parole:le quali parli la por ta & dica.per me porta fi vane [a citta dolente.cioe io fono lentrata per laquale fi ua nellinferno elquale chiama citta dolente:perche in epfo non fi truoua altro che dolore.Imperhoche fe intendiamo inferno elluogo doue fecd do la uera noftra religione fono tormentate lanime de dannati qual puo effere maggior dolore che trouarfi in aflidui &grandiffimi fupplicii fanza fperanza dalchun fine/Et fe intendiamo moralmente fecondo gliftichi che {cendere nellinferno fia contaminare:& maculare diwitii & fcelerateze lanima fua:laqual di fua natura e pura & femplice & fanza macula:qual puo effere maggiore cruciato che laffiduo tormento de la confcientialaquale di & nocte ci ftimola:& la paura dele pene ciuilif& dellinfamie?& dellira di dio? Et notacheil poeta exorna queſto principio con duecolori rhetorici ufando repetitione &'expolitione:Chiamanorepetitioneogni uolta che piu claufule cominciano da una medefima diétione o parola:come qui in tre uerfifono tre claufole4 | Etintendiche claufola e una parte del parlare:laquale in quanto partee perfecta:come dicendo:Per me fi ua nella citta dolente s Veggiamo che quefta euna parte di parlare compiuta.Sono adonque in tre uerfi tre claufule.& ciafchuna comin cia da quefta parola per me.Q uefta adunque e repetitione.Expolitione e quado in piu claufule benchele parole fieno diuerfe.Nientedimeno fa fententia e quafi quella medefima.Come qui doue benchealtre parole fieno. Per me fi wa nella citta dolente:& altre. Per ae ua nelleterno dolore: altre,Per me fi ua tra Ja perduta gente.Nien/ zedimeno e quafi una medefima fententia, Preterea fa augumento.Imperhoche pone quefti tre uerfi forma che fempre quel che fegue arroge qualche cofa piu.Imperhoche el primo ha dolore:el fecondo eterno dolore:el ter” zo ha perditione:laquale fa el doloregrandiffimo.E adunque dolore &'dolore eterno.&Æ dolore grandiſſimo. Ne potea el poeta ufar parole piu horrendeafpauentare gihuomini da uitii, Et non fecementione chela porta far priffi.Adunqne feguita che fa fempre aperta.Iiche dinota che dogni tempo & dogni eta:& iogni {tato puo Ihuo mo cadere neuitii. Ma ritornare da quegli alatnirru e difficile,Facilis defcefus auerni.Nodgtes atque dies patet atri sanuaditis. Sed reuocare gradum fuperafque enadereadauras Hocopus hiclaboret.@] NELLA CITTA.Pofer quefto nomecitta come ufa eluolgo:elquale chiama città ogni gran congregatione dhuominiinqualunque mo” do nivino.Ma edofti chiamano citta folamente una multitudinedhumonicongregaticon concordia a uiuere be ne & rectamente,OndeCicerone dimoftra Roma non effere {tata cittanel tempo che ecattiui regnauano:& ebuo nierononoiexilio.Ma Aurelio Auguftino pare che ogni ceto & cdsregatione voglia chiamare citta.Et perho ne pone due. Vina fecédo la carne.Laltra fecSdo lo fpirito.Quella fecondo la carne ecitta de rei.8¢ chiamala Babylon che fignifica confufione:perche ne witii fempre e confufione:& comincio da Cain:elquale per iuidia uccife Abel fio fratello. Ondecõmiffe el primo homicidio & fu fratricida.Laltra citta che e fecondo lo fpirito e de buoni: & comicio dabel chiamafi Mn di Babylon precipita efuoi habitatori neliSferno:& di quellogli fa cittadini.Ilpcheî quefto modo fi pno dire citta, Quella di Hierufalé gli fa falire al cielo douee Hierufalé citta ce” lefte habirata da beati: equali lapoftolo chiama ciues fan&og: & domeftici dei.Et come quefte fono due citta di/ uerfe cofi dalloro naſcono due fpetie di diuerfiamori.Imperhoche lacelefteama tatodioche niéte ftima fe.La ter’ renaama tito fechen6 ftimaidio, Et Gftae lacitta che el poetaalpreféte dice effere doléte. GIVSTITIA mofle ek mioalto factore.Non fipuoadtique ramaricarealcuno delliferno:poicheefondato in fu lagiuftitia:Etcerto fu giuftacofa cheidio ordinaffi conueniéti fupplicii a peccati.Imphoche come dice Aurelio auguftino lordine dela iuftitia reluce piu nellonferno che i cielo. Perche nefuno e nelliferno che né lo meriti:& neffluno e iparadifo che fo meriti iteraméte EL MIO alto fa&ore:Non puo efferealto factore fe non e iddio. Adtique bifogna che fia eter no: & inreuocabile, Ne fia chi fi lamenti effendo facto giuftamente: & dachie omnipotente: ufiuncolore rhe torico chiamato interpretatione. Quefto equando habbiamo pofto un uocabolo:& dipoî interpretiamo quel lo che efignifica. Dixe el mioalto factore cioeidio.Etcome chriftiano dimoſtra queſto dio eflere unico iefien tia.Imphoche dixe el mio alto factore:& non emieialti factori.E adunque uno dio in effentia.Dipoi dimoftra in quefta effentia effere tre pfone.Padre p la potentia:figluolo p la fapientia fpirito fancto per lamore. Iddio inquar to padrecrea:inquato figluolo ordina: diftribuifee:in quato fpirito fanéto conferua. Ma de la trinita accadera dire piu diftefamente in altro luogo.Ma qui ha fato mentione di quella p dimoftrare chenon eda dubitare che lonfernon6fia eterno poiche fato da chi per fomma potentia poteua:& per fomma fapientia fapeua:& pamo reuoleua farlo cofi,LA DIVINA poteftare.Adunqueinrefragabile. LA SOMMA fapientia. Adunqueinfalli bile elprimo amore. Euuiadunqueftabil uoluntaa | DINANZI a me non fur cofecreate fenoneterne.Creatu reeternefuronola prima materia ecieli & gliangeli-Eadunque optimaargumentationea prouare che linferno fia etetho. Imperoche fe chihaueua a efferein pene e etetno : e neceſſario che elluogho dela pena fia eterno E ucrifinaste.che gliangioli fuflino creati innanzi che lonferno@imperhoche prima debba eflere la colpa che

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