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Creator
Alighieri, Dante
Total Pages
638
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INCUNABOLI
inc_000010/0613
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Page 614 [614]
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Le faccie tutte hauien di fiamma uiua & lali doro & laltro tanto biancho che nulla neue a quel termmearriua Quando fcéden del fior dibiacho ibiacho porgean della pace & dellardore che glacquiftauon uentillando elfiancho Nelinterporfi tral difopra el fiore ditanta moltitudine uolante impediua la uifta & Lo fplendore Che la luce diuina e pennetrante per luniuerfo fecondo che e degno fi che nulla lipuote eflereobftante Quefto ficuro & saudiofo regno frequente in gente antica & innouella uifo & amore hauea tactoadun fegno Orrina luce chen unica ftella fcintillando alhor uifta fi glappaga guardi quagiufo alla nofta procella Sebarbari uenendo di tal plaga che ciafchun giorno dhelice fi chuopra rotante col {uo figloondelle uaga Veggendo roma & lardua {ua opra : {rupefacenfi quandolaterano alle chofe mortali ando difopra Tocheal diuino dalhumano alleterno dal tempo era uenuto & di firenze al popo! giufto & fano Di che ftupot doueuo effer compiuto certo tra epfc el gaudio mi facea lhabito non adire & ftarmimuto citta. PARADISO e Rono lefaccie de glangeli roffe informa di fiamma a dino tare lardentiffima carita. Lale co lequali uolauano erono doro:perchelopera loro e/pretiofiffima & rifplende chome oro fine.Laltre parti candide dimoftrammo fomma purita & netteza Queramente la perfe&a Lipientia. Poffiamo anchora porre loro per la incorraptibile natura de glangeli:laquale confermata i gra/ tia non puo piu peccare.El branco dinota la fomma purita della/ gnolo:perche mai non pecco. Quando glangioli {cendeano ibid co.i-di fedia in fedia porgeuono allanime di quelle fedic della pa/ ce che e/la beatitudine & della carita:laquale loro acquiftano da dio Vétillando el fiîcho.i.battendo lale.Ilche fignifica le‘fne opa tion. Era adunquemarauiglofa multitudine dagnoli uolanti: equalt interponédofi tral poeta & lanime beate parea ragioneuo le che doneffino torglila uifta dellanime:& anchora fare ombra iforma che no riceneffi la luce: Ma ne luno nelaltro era:pche lalu ce di dio penetra per tutto luniuerfo nun medefimo modoin Gn to a dio:ma non inquanto a chi la riceue. Imperochela luce diui/ na penetra piu & meno in diuerfe creature fecondo che epfe fono piu & meno capaci di quelle. q Vefto regno ficuto da ogni pericolo:% gaudiofo .1, pieno di gaudio:legnali due proprieta nò fono ne regni mortali douce femp fono pericoli:® ſpeſſo ur manca letitra. FREQUEN TE in gente antica Rin nouella.i. elquale e/ ripieno di gente a tica cominciando da Adam & da glaltrisequali chrifto cano: del/ libo & dipoi de glapoftoli & de glaltri fedeli della primitiva chie fa:& dipoi de glaltri nirtuofi & fedeli equali infino agito di.Que fti tutti beati chofi antichi chome nouellihaneano el uifo & lamo re..el uifo contemplante È ia uolonta ardéte di carita uolti a un fegno.i.a epfo dio elquale e beati'intédono & amdo.Inuoca adfi que dio che chome cura el cielo chofi fi degni di riguardar dito baffo & mortal modo & dice, OTRINALVCE:0 trinita che fei luce onde ogni chofa riceue lume, Et benche fia in tre perfone: Nientedimeno e,una ftella fola perche e/una fubititia:& da gita ftella fcintillano lefauille che appagono & contentono lavime in cielo. GVARDÎ Qua giu alla noftra procella.i.tempelta per Ja uita humana del continuo e/inmaggiore perturbatione che na ueintempeftofo mare. SE BARBARI. Q_uefta e optimafi militudine adimoftrare quanto fu lo ſtupore ſuo in contemplare el regno de beati:& e/comparatione dal minore a maggiore ind/ fo modo. Sele genti barbere & frane lequali uengono delle parti feptétrionali : fequale elice.i.lorfa maggiore chiamata tra montana cuopre ogni giorno. Col fuo figlo cioe con lorfa mino/ re, Giunte a roma flupiuono nedendo le mirabili chofe diquella (ET DI FIRENze al popol iufto & fano .i. dagli Fi quafi peregrin ché fi ricrea nel tempio difuo uoto riguatdando & {pera gia ridis chomelia {tea Su perlautua luce paffeggiando iomenauo glocchi perli gradi mofu mogiu &hor ricirculando Vedea uifi di carita fvadi dalerui lumi fregiati & di fuorifo & dacti ornati di tutte honeftadi La forma general di paradifo | gia tuttol mio {guardo hauea coprefa in nulla parte ancor fermato tifo e Ragiagiuntoalfommofineel poeta ad quella beatitudi .__Peper laqualehauea fa&ofi lungo uiaggio, Ilperche non gli reltaua fe non ad contemplare el gran tempio didio:nel quale tutte anime de beati pofandofi fruifcono elfommo gaudio.Adun que andaua con glocchi ricercandol tutto hor ſu hor giu & hora incircuito ricreandofi in quello chomeel peregrino giunto altem pio:0 diromao delfepolcro o di fan lacopo doue p uoto era ue/ nuto fi ricrea riguardando. Et la forma & glornaméti:& le cho fe che ui fon détro:Et gia fpera el fuo ritorno: tornato potere ridire a fuoi chome quel tempio ftia, Quiui nedea elpocta euifi & le facie de denti fuadi di carita:nequali erono tato infiammati di carita che perfuadeuono aquella quegli che gli uedeuono: & ero/ no fregiati & ornati dellume altrui:cioe dellume della diuina luce Etdi fto rifo.i.della propria allegreza:& da@i pieni di tute ho/ neftadi.i.dituéte le uirtu, Et gia ha comprefa tu&a la forma del paradifo in genere.Ma non anchora in particulare:perche nò ha/ uea fermo lo fguardo piu in uno che in unaltro luogo.. Dippoi fi

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