vedete, è defa in vero, che può placar gli Dei,
e gli Uomini.
E che fia così: Non è egli forſe vero, ch al
appariy mio avanti quefia numerofa adunanza ,
zofto ha cominciato introdurvisi l allegrezza 2
Offervato tutti avete un aſpetto così contento *
Non avete voi neppure potuto diffendervi dalle
riſa vedendo la mia figura! e dacche fono qui,
creduti farefe (3) Dei Þ Omero» da un Nettare
meſcolato di Nefante (2) imbriacati; in vece che
poccanzi la noja, e P inquietudine! ſul volto di¬
pinte avevate. Vendendovi malinconici , e pate¬
tici quali erate, non potevate meglio effer para¬
gonoti, fe won a perſone di freſco uſcite dalla
(3) Caverna di Trofonio- A voftro confronto
meſſa, fouo Primavera 3 Quando topo un orri¬
Lil verno ripiglia la fua fecondità °I fole, eci
riconduce le dolci fue influenze, che ſquagliar
nno lé nevi, ed i ghiacci. e che la naturale
ſua fertilità yendon alla terra; cangiasi allora
tutto agli occhi nofiri , ornofi ogni cofa d'una fac¬
cia nouva , tutto ringiovinifce. Quafi quafi quef
effetto felice ho in voi, & fopra voi prodotto. Ap¬
pena comporfa » boi féte certamente mutati. Confe¬
guito in tal guifo ho colla ſola mia preſenza ‘1 fine,
che
G) Dei de Omero. ) Perchè quefto famofa Poeta gli
ha inventati.
(2) Nefante.) Erba reale, o imaginaria, il di cui
fucco col vino mifchiato alla gioja invitava.
(3) Caverna di Troforio. ) Secondo la pagana fu¬
perftizione , un Diavolo di quella Caverna era 1° Ora.
colo; e ſiccome quegli che v entravano per confultarlo,
ne uſcivano affatto sfigurati, così paflò in Proverbio È af.