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dere un nuovo aspetto, ammantarsi di
nuovi colori, e tutta in certa qual ma¬
niera ringiovanirsi la natura: così ap¬
punto voi vedutami appena, immanti¬
nente cangiaste affatto di sembiante. Ot¬
tenni pertanto colla mia sola presenza
ciò che valenti oratori avrebbero appena
potuto conseguire con un lungo e lun¬
gamente meditato discorso, voglio dire
di scacciare la tristezza dall’animo vostro.

Ora poi se bramate di sapere per qual
motivo piacquemi di comparirvi innanzi
in un arnese così stravagante, io tosto
ve lo dirò, purchè mi siate cortesi della
vostra attenzione; non però di quell’at¬
tenzione che siete soliti prestare ai sacri
oratori; ma bensì di quella che porgete
ai cerretani, ai ciurmadori ed ai buffoni
sulle piazze: in una parola, come quella
che il nostro Mida (1) porgeva al canto
del Dio Pane. Imperocchè mi piace di

(1) Mida, famoso re di Frigia, essendo stato
scelto giudice per decidere se fosse più va¬
lente nel canto Pane o Apolline, egli giudicò
in favore del primo, per cui Apollo, irritato,
gli pose due orecchi d’asino in testa. i