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faccia qual nuovo Luciano (1) a morder
tulti senza risparmiarla. Ma pure quei
che disgustansi della leggierezza dell'ar¬
gomento e del suo ridicolo, dovrebbono
avvisarsi che non ne sono io gid V au¬
tore, ma ch'è questo un uso già familiare
a tanti de grand uomini; poichè molti
secoli prima ha scritto la sua Batraco¬
machia Omero, Virgilio ha cantato della
zanzara e del moreto, Ovidio della noce,
Policrate anch esso fe U elogio di Busi
ride, cui poscia impugnò e corresse Iso¬
crate; Glaucone lodò l'ingiustizia, Favo¬
rino filosofo Tersite e la quartana, e
Sinesio il calvizio, e Luciano la mosca
parassita. Da ultimo Seneca motteggiò
l apoteosi di Claudio, Plutarco scrisse
il dialogo del grillo con Ulisse, Luciano
ed Apuleio puriò dell'asino; e un tal
Grunnio Corocotta stese il testamento

era sì sfrenata, che nominava le persone, sin¬
chè fu vietata per legge. All’ antica commedia
succedette la satira presso i Latini.

(1) Luciano rettorico samosateno, sì satirico
che non perdonava pur agli Dei, onde detto
empio, senza Dio.