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8 a’ premurosi inviti e di Francesco 1, che in preferenza del famoso Budeo lo chiedeva ad una cattedra nel collegio reale da se instituito; e di Ernesto di Baviera, che lo voleva ad Ingolstat ; accettò soltanto dal? imperator Carlo V la dignità di consigliere. Moltissimo onore e fama gli acquistarono le opere, che andava intanto scrivendo ; ma alcune gli fecero anche dë nemici, ed allarmarono lo zelo de’ falsi divoti, e di alcuni frati ignoranti , che chiusi ne chiostri come pipi» strelli non poteano sopportar la luce delle rinascenti lettere, nè alcuna libera parola, che svelasse le loro lucrose superstizioni. Fra questi un certo Minorita, gran bevitore, solea. sempre declamare contro Lutero ed Erasmo, qualificandoli coi titoli più triviali da bettola. Avendo detto costui in un pubblico discorso, chè nelle opere d’ Erasmo leggevansi delle eresie , ed essendo stato ciò riferito ad un magistrato, questi lo fece a se chiamare, e lo interrogo in qual opera d Erasmo vi fossero quell eresie , ck egli andava spacciando ? Al che questo buffone rispose: « To per verità non lessi mat i libri d’ Erasmo. Una volta volli legger la Parafrasi, ma il latino era per me troppo, sublime; temo adunque che sia caduto in qualche eresia per la sua latinità troppo elevata ». Tuttavia in suo cuore tra