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122, Benché a questo tratto non posso contenermi dal concepire grande sdegno , non saprei se della ingratitudine , o della infingardaggine de’ mortali. Nutrono, è vero, per me grandissima venerazione, e godono volentieri le mie beneficenze ; tuttavia (chi il crederebbe! ) da che’ mondo é mondo,non v’é stato un sol uomo che per riconoscenza abbia con qualche panegirico tessuto P encomio della Pazzia. ste solenni orazioni che si fanno in pubblico innanzi ai romani pontefici , ai re, ai principi, non potrebbe a meno di restar maravigliato tanto della viltà di colui che adula, quanto della ‘debolezza di colui che ascolta sì frivole lodi. Egli è certo che queste devono riuscir moleste ai principi disenno. Di fatto soyvienmi d’aver letto nel nostro giornale, che l’imperatore delle Russie Alessandro fece saviamente una pubblica riprensione ad un vescovo, che in un sacro discorso a cui era presente , si perdette più nelle lodi di lui, che in quelle di Dio. Egli ordinò inoltre a tutti gli ecclesiastici di guardarsi bene in avvenire da simili profanazioni , dichiarando che, quando interye‘niva nel santuario dell Altissimo,non voleva ascoltare le sue Eppure non mancò chi con grande perdita d'olio e di sonno esaltasse con istudiatissime lodi e i Busiridi (1),e i Falaridi (2), e la febbre quartana, e la mosca, e la calvezza, ed in fine ogni simil genere di peste. Perciò udirete da me stessa il mio panegirico,il quale, per essere estemporaneo e non istudiato, sarà molto più sincero. Non immaginatevi che vi parli così per ostentazione d'ingegno, come suol fare la maggior parte degli oratori. Imperocchè costoro, come ben sapete, dopo avere stentato sopra um orazione per ben trenVanni, e talvolta dopo averla rubacchiata agli altri, han l’impudenza di spacciare, che l’hanno tirata giù così per divertimento in tre giornate, oppure che l'hanno dettata. Io all’ incontro ho (1) Busiride re d’Egitto, figlio di Nettuno e di Libia , secondo la favola fu ucciso da Ercole , perchè sacrificava i forestieri, edusava grandi crudeltà verso loro. (2) Falaride , famoso tiranno d’Agrigento in Sicilia. Fra le sue crudeltà inaudite si distingue quella d'aver fatto da Perillo costruire un toro di rame; per d’ ogni bene. che condannava a morte.