de’ grandi, da’quali troppo e¬
gli sì era promesso. Cangiò
quindi sì fattamente idea su
tal punto , che ripugnò anche
a’ premurosi inviti e di Fran¬
cesco I, che in preferenza del
famoso Budeo lo chiedeva ad
una cattedra nel collegio rea¬
le da se instituito , e di Erne¬
sto di Baviera , che lo voleva
ad Ingolstat : accettò soltanto
dall'imperator Carlo V la di¬
gnità di consigliere.
Moltissimo onore e fama
gli acquistarono le opere che
andava intanto scrivendo;ma
alcune gli fecero anche dene¬
mici,ed allarmarono lo zelo de’
falsi devoti e di alcuni frati i¬
gnoranti,che,chiusine’chiostri
come pipistrelli, non poteano
sopportar la luce delle rina¬
scenti lettere nè alcuna libera
parola che svelasse le loro lu¬
crose superstizioni. Fra que¬
stiun certo Minorita , gran
bevitore , solea sempre decla¬
mare contro Lutero ed Era¬
smo, qualificandoli coi titoli
più triviali da bettola. Aven¬
do detto costui in un pubblico
discorso, che nelle opere d E¬
rasmo leggevansi delle eresie ,
ed essendo stato ciò riferito ad
un magistrato , questi lo fece
a sè chiamare , e lo interrogò
in qual opera @ Erasmo vi
fossero quell eresie ck egli
andava spacciando ? Al che
questo buffone rispose : « Io
per verità non lessi mai i libri
@ Erasmo. Una volta volli
legger la Parafrasi , ma il la¬
tino era per me troppo subli¬
me; temo adunque che sia ca¬
duto in qualche eresia, per la
sua latinità troppo elevata ».
Tuttavia in suo cuore era ve¬
racemente cattolico,e profes¬
savasi esternamente tale a tut¬
te le persone. In fatti, comin¬
ciando a que’dì Lutero a far¬
si del partito per la sua nuo¬
va dottrina , un degli amici
d’ Erasmo ( Melantone ) es¬
sendovisi impaniato, s'adope¬
rò a trascinarvi ancor lui;ma
il nostro buon cattolico, ben
lungi dal volersi sentir parla¬
re di Lutero , la ruppe anzi
coll’ amico.
Erasmo si applicò con fe¬
lice successo adogni genere
di studi, ma specialmente al¬
la teologia. Egli trattò per
altro questa scienza non solo
con decoro, ma ben anche
con qualche libertà. Ne sian
prova le stesse swe parole. Scri¬
vendo ad un amico,egli dic:
« Talmente si abbandonano i
teologi alle arguzie scolasti¬
che, che per esse non curano
nemmeno i puri fonti della
divina sapienza. Per questo
l ecclesiastica disciplina tro¬
vasi ben lungi dalla evange¬
lica sincerità; il popolo cri¬
stiano è oppresso in molte
maniere ; le coscienze degli