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fr ZIN fo Le" Ÿ A mento in tre giornate, oppure che l’hanno dettata. lo all'incontro ho sempre amato moltissimo di dire tutto ciò che mi viene sul labbro. Non aspettatevi da me che, giusta il costume dei retori volgari, vi dia la mia Definizione e molto meno la mia Divisione. Imperocchè cos'è Definire? È rinchiudere l’idea di una cosa ne’ giusti suoi limiti. Che cosa è Dividere? È separare una cosa nelle diverse sue parti. Ora nè l’una, nè l’altra mi si convengono : infatti come mai limitarmi, se la mia potenza è estesa quanto il genere umano? Come mai dividermi, se generalmente tutto concorre a sostenere la mia Divinità? D'altra parte che serve infine dipignervi come l'ombra e l’immagine mia in una Definizione, mentre sono innanzi agli occhi vostri, e mi vedete al naturale? Son io, come vedete, sì son io quella vera Dispensatrice di beni, che gl’Italiani chiamano Pazzia e i Greci Morìa. E che bisogno v'era di dirvelo? Non parla forse abbastanza il mio volto? Non porto forse scolpito sulla fronte tutto ciò che sono? Se mai alcuno tanto goffamente s’ingannasse da prendermi per Minerva o per la Sapienza, non ha che a mirarmi in fronte, e tosto mi conoscerà a fondo, senza che mi serva delle parole che sono l’immagine sincera del pensiero. Non trovasi in me simulazione alcuna, e tale mi mostro all’esterno, quale sono nel cuore. Sono sempre eguale a me stessa; talchè se alcuni de’ miei seguaci presumessero di non passare per tali, e d’infingersi sotto maschera e nome di