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fatti ergeste subito illare la fronte,
e con sì lieto ed amabile sorriso ap¬
plaudiste alla mia figura, che quanti
d’ ogn’ intorno io mi rimiro, sem¬
branmi altrettanti Dei d’ Omero ©)
inebriati di Nepente (2): mentre pri¬
ma sedevate tristi ed inquieti, a
uisa di coloro, che sortono di fre¬
sco dalla caverna di Trofonio €). Son
io per voi veramente una primavera:
Siccome vediamo dopo un orrido in¬
verno tutto cambiar d° aspetto , tut¬
to ammantarsi di nuovi colori, tut¬
to ringiovinirsi, allorquando. il sole
riprende la sua forza, e co’ suoi pro¬

(1) Dei D’ Omero, perchè questo famoso
Poeta li ha inventati.

(2) Nepeote, erba , il di cui succo misto
col vino, eccita all’ allegria; alcuni vogliono
che sia la Buglossa .

(3) Trofonio , figlio di Apolline, secondo la
favola , era un celebre architetto greco. Egli
fabbricò a Lebadia in Beozia un Tempio in ono¬
re d’Apollo, nel quale eravi una caverna , in cui
credPvasi che un Demone rendesse gli Oracoli ;
e siccome coloro , che vi entravano per consul¬
tarlo, ne sortivano tutti sfigurati, così passò in
proverbio , per esprimere una persona oppressa
dalla tristezza, il dire, che sembrava sortita
dall’ Antro; 0 dalla Caverna di Trofonio.