ri
gioconda, quante il trattare con un aria di
serietà, e d’ importanza un argomento per se
stesso ridicolo. Tocca però al Pubblico di
giudicare del merito di questa bagattella; ma,
se l'amor proprio non mi acceca, posso dire
di non aver fatto da pazzo ľ Elogio della
Pazzia .
Del resto, per difendermi dal rimpro¬
yero , che mi potrebbero fare intorno alla
satira, dirò che in ogni tempo è stato per¬
messo di mettere in ridicolo la vita ordina¬
ria degli uomini , purchè non si arrivi alla
licenza, ed al furore, Ammiro l odierna de¬
licatezza delle orecchie: si vedono eziandio
alcuni così zelanti per la Religione , i quali
soffrirebbero piuttosto le bestemmie più or¬
ribili contro. Gesù Cristo, che il minimo
scherzo contro il Papa, o contro il Princi¬
pe, sopratutto quando si tratta d’ interesse .
Ma vorrei che mi si rispondesse ad una que¬
stione: potrebbe chiamarsi giustamente sati¬
rico colui, che critica il Genere Umano
senza offendere alcun particolare? Non è ve¬
ro piuttosto , che questo Censore altro non
fa, se non mostrare il retto cammino? AL
trimenti come potrei fare la mia satira stes¬
ra? Colui innoltre, il quale declama gene¬
ralmente contro tutte le diverse condizioni,
mostra chiaramente di non prendersela cogli
nomini, ma bensì coi loro difetti. Se alcuno
pertanto si querelasse di trovarsi offeso da
questo scherzo, gli dimando io cosa otterreb¬
be? Mostrerebbe d' essere colpevole, o di
temere di passar per tale. Ben più libera»