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INFERNO

Däthe uolfe quefta cdieCtura K fegno alla’ paura. II che ſignifica
che fpeffo lotelle&o noftro fiuolge a una chofa buona & la féfi
alita loiterpreta in pezgior'pte/infino che lo itellecto né la fado
&a.Et p quefto rifponde Virgilio cheil colore mutato nel uolto

Et eglia me langofaa dele genti
che fon qua giu nel ufo mi dipigne
quella pieta chetu per tema ſenti ¿
Andiam chela uia lungha ne fofpigne?
chofi fi mille & cofi mi fentrare

nel brimo cerchio che labifo cione: fenfualita :& ragione iferiore debba feguitar chome uera guida
9 E

Virgilio:cioe la ragione flrpiore pche lontelle&o e/quello checo
{ i de tépla &tirafî drieto elfenfo.Ma a chiua alloferno p nò tornare
cioe chi chade ne] uitii:allhora Dathe fi tira {eco Virgilio:& no Virgilio guida Danthe:pche lappetito predomina alla ra”
gione. ET EGLI ad me ligoftia delle gente. Dimottra che béche oli ftoici né unelino:che el fauio caggia in alchuna paf

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se nT

=.

ti fesuitando Heraclito ephefio. Imperoche due philofophi furono de diuerfi coftumi.Et béche luno & laltro conofcefli

la ftuluitia de elhuomini eflere ifinita:& quafi tutte le loro Operationi procedere da ignoratia piu tofto che daprudétia.NÎ
entedimeno luno che era Heraclito ephefio lachrimaua fempre che uedea tale ftultitia in alchuno.Ma altro che era Demo

=

Quiui fecondo che per aſcoltare
non hauea pianti ma che di ſoſpiri
che laura eterna faceuon tremare:

Cio aduenia di duol {enza maruriss
chaueon le turbe cheron molto grandi;
dinfanti:& di femine:& di uiri.

Lo buon maeftroa me:tu non domandi
che fpiriti fon quefti che tu uedi 7
hor uochefapiinnanzi che piu andi

Chenon peccaro: & fe glebbon mercedi
non bafta: perce non hebb6 baptefmo
che parte de la fede che tu credi.

Et fe pur fur dinanzial chriftianefmo
non adoror debitamente idio:

& di quefti cotai fon io mede‘mo

Per tai difetti & non per altro rio
ſemo perduti: & fol di tanto offefi
che fanza fpeme uiuemo in difio ;

reun luogho nel quale: pche ne altutto era nelloferno: ne all
tutto fuor delloferno pofe queglisequali ne buoni ne rei altutto fi
poteono chiamare.El quale fu quafiun precito & ueftibulo detu
to elluogho.Hora dopo el fiume Acheronte difcriue el principio

in quefto uuole che chome eypiu fupiore che glialtri:& piu I6tano

ci a chrifto n6 adororono debitaméte idio: pche nò credefono
nella trinitade padre figl.uolo & fpirito fan&o nei chrifto nétuy
ro.

luogho dimoftra el poeta che laie de puoli: a quali el baptefimo

cto dalla colpa del prio padre.Stimo fara grato agliorecchi del

dine Effendo fcripto Quod filinsn6 portabitiniquitaté patris:

che cl peccato origiale e,machare doriginale muftitia:! a qualeera

debito noſtro hiauere.Fu fa&o lhuomo da dio re&o.Ma lui p partirfi dal fio creatore fi fece debole:& infermo: & fo&o/
meffefi a ifiniti modi di pecare.Era adiique ada co tata rectitudie creato cheilui le chofe inferiori erono fubgette alle {upi
ori:La carne iforma era fottopofta allaia che niéte gli potea adiuenire:pche haueffi a ifurgere catra allaia. Et fimilmente
era fuggetto allappetito alla ragide.Quefta era iuftitia diuia:pche richiede la iuftitia che fepre glinfertori fićo fotto efupi/
ori:& chiamauaffiorigiale:nche Ada dalla fua origie dadio quella haueua riceuuto.& p origie fhaueua träffcrirene foide

pofitioni.Onde quella che potea no morire pel peccato pneceffita muore.Et fimilméte lappetito fi ribello dalla ragidely

diréo chôe fcriue Egidioiche hauédo dio pfecto & abfoluto Ihuomo c6 la inftitia origiale.dipoi p fia fp
p gratuito dono gli cocedette oltra alla fira natura che métre che fteffi za peccato poteffi fruire el diuio côfpeéto.llpche
harebbe potuto Adi fe fi fuffi coferuato i ftato dinocétia lafciarci p leggie dheredita tato dono.Ma n6 fi conferuido lo p
de innanci che noi nafceffino:& perdutolo no cie lo puote lafciare . Ilche meglio fintédera p quefto exéplo. Vno huomo
darme per hauer rinfrancata la battaglia:& effere ftato cagione della ui&orra chebbe dalre in premio delle fue uirtuuna
citta. Dipoi diventando traditore pel tradimento fa&o gli ritolfe el rela gia donata bits Qué haueuono hauere efigli