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SELVAGGIA. LAURINO. SELVAGGIA. LAURINO. SELVAGGIA APPENDICE 295 Così quel vino ancor vie più s’apprezza che ’n sua stagion si beve, de l'altro, che, serbato, alfin si guasta. Se bene invero il fiore di giovinetta, ch’a leggiadro sposo si congiunge ed unisce, non subito languisce; anzi, molte ne vidi, le quai, prima che strette avesse Amor con marital legame, eran pallide e smorte, tornar dopo le nozze, più che ’n-lor prima età, vermiglie e fresche. Con tutto ciò, più degno e più pregiato è il virginale stato. Pregiata è senza dubbio e degna cosa una vergin fanciulla; ma qual più brutta e sozza e mostruosa d’una vergine vecchia? S’a la tua genitrice non fusse il fior caduto de la verginita, che tanto essalti, nè tu del fiore istesso il pregio avresti; lo qual, benchè si perda e si tolga una vergine a natura, se de’ nostri imenvi non fia sterile il letto ed infecondo, quel piacere, onde il mondo si perpetua e rinova, per una sola ancor ne darem molte. E vuoi ch'io, per piacerti, mi mariti ad un morto? Anzi no: se ciò fe subito mi vedrai suscitato e risorto, Laurin, ti cedo ormai: troppo dotto campione, qualunque questione d’amor risolver sai Quindi, de la dispùta e in un de l’alma