union di voleri, e d’ambiduo
son contrari i pensieri, a che seguirmi?
Tragge la calamita
il più duro metallo,
gran virtù di natura;
e tragge la bellezza
del tuo volto il mio core,
gran possanza d’Amore. E l’una e l’altra
qualità veramente in noi si vede:
tu sei pietra in durezza, io ferro in fede.
S’egli è ver che l'amante
d’ogni arbitrio si spoglia,
e dagl’imperi de l’amata donna
ubbidiente pende,
perchè del mio voler non ti fai legge?
Io vo’ che tu non m’ami.
Pommi là tra le Sirti
tempestose e latranti;
pommi dentro la gola e tra le fauci
di Cariddi e di Scilla;
pommi tra le pruine e tra le brume
del Caucaso gelato,
là dove Borea rugge ed a le selve
fa coverchio di neve;
pommi là dove ardente
fiede per dritto il suol la sferza estiva,
> sotto il vicin carro
del più fervido Sol bollon l’arene:
pur che ’n grado a te sia, nulla ricuso.
Mandami tra gl’inospiti deserti
de le scitiche balze;
mandami pur tra’ mostri
d’ Erimanto e di Lerna;
mandami a le spelonche
de’ Lestrigoni orrendi e de’ Ciclopi;
mandami tra le fiamme e tra gli orrori
di Cocito e d’Averno:
in virtu d’un tuo cenno, il tutto ardisco.
Non mi dir ch’io non t’ami,
ciò nè posso nè voglio.
Troppo per me presumi;