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> f INTRODUZIONE X2 francese, che @ liberissima e arbitraria, e seritta in forma italiana assai scorretta, questa traduzione fu unanimamente rifiutata dai letterati. Quella che la seguì, pochi anni dopo, opera di penna assai più colta, non fu propriamente una traduzione, ma una riduzione, essendone state lasciate fuori molte pé ginale, e specialmente quelle relative agli uomini di. chiesa, e e iate o anche variate altre. Intendo della Cicalata della folli ia à propria lode o sia V Elogio della follia d’ERASMO AM reso in toscano dall’abbate R. P. (Colonia, DA op MDCCLXXXVII): dove le iniziali celano il nome di Raffaele Pastore. La traduzione o riduzione del Pastore è pri ceduta da < Breyt Memorie della vita d’ Erasmo tratte dall’ Istoria dei moderni filosofi del Saveriet» (pp. 3-10), e (pp. 11-13) da un «Piano e assunto dell’ Elogio della follia», dal quale tolgo alcuni giudi7 Quest’ Elogio, consecrato dagli applausi di tutto il Mondo letterato sin dal suo nascere, e cui ogni colta Nazione ha voluto far un’ingegnosa e lepida suo, rendendolo nel proprio idioma, è e prosopopea della Follia stessa, che parla, come da un proscenio, a folto teatro, anzi a tutto l’uman Genere, facendo il panegirico di se stessa con un continuato ironico ridicolo pieno delle più vive e naturali ie, di molto spirito, di somma scienza ed eru dizione, e in elegantissimo ed aureo latino; che ben si ravvisa nel suo Autore il letterato, il filosofo, il buon conoscitore del mondo no hanno scritto e dell’uomo: nè con più lepore, acume, inge o Luciano o Teofrasto o la Bruyère o quant’altri prima e dopo grado d’osservatori e di critici han notato gli umani rli. Ed è ben da por mente che il secolo qd’ smo non era già quello » lettere, del buon senso, dell'esame, del criterio: cose allor tutte nella totale loro eclissi. Dovette egli le sole tracce degli Antichi; sulle quali, dunque far da sè dietr profonda riflessione sovra se stesso e col mezzo della più rinascere al mondo I costumi, in parte cé tempi di Erasmo, fanno che non si possa gustar tutto quello ch’ei nel suo Elogi dice della d’alcune scienze, d’alcuni ceti, come sp tica delle grammatica, della