sonetti sul medesimo argomento, dei quali valga uno solo
come esempio:
Bisogna, sì, bisogna dar nel matto,
sia che si pare, un’ora almen del giorno!
So d’un di sapienza eccelsa adorno,
che in quell’ora scherzar gode col gatto.
Un altro pur, ch’é di virtù il ritratto,
tien la sera i bambini a sè d’intorno;
nè di ruzzar con lor si prende scorno,
quasi in putto cangiato e contraffatto.
Così piacque agl’Iddii, che di ciascuno
la sapienza con pazzia si tempre;
e non eccettuaron nè pur uno.
Sol chi vuol esser di diverse tempre,
nè mai dar a pazzia tempo veruno,
risolser, che costui sia pazzo sempre (4).
Ma una completa traduzione italiana della Stultitiae laus
non si ebbe se non nel 1761, in un volume bilingue pu
a Basilea), che portava a riscontro la traduzione francese e
quella italiana, col titolo: Encomio della pazzia, composto in
forma di declamazione e tradotto in italiano (in Basilea, a
spese della Saviezza, 1761). La parte italiana comincia con le
parole: «Voglio intraprender oggi ad abbater (sic) i colpi av¬
velenati della maldicenza, che compiacesi nell’assalirmi. Non
ignoro fin dove giugne ’l suo furore contra di me, e gli stessi fa¬
voriti miei di lacerarmi non arrossiscono»; e termina: « Perciò
buon giorno e buona»sanità, arciriveritissimi ministri della
Follia: applaudite, vivete, bevete». Condotta sulla versione
(1) Tutte queste composizioni sono raccolte nel volumetto: La querra dei ra¬
nocchi e de’ topi tradotta in rime anacreontiche da ANGIOL MARIA Ricci, ecc., con altri
ameni volgarizzamenti e un'appendice di piacevoli poesie, in Firenze MDCOXLI,
nella stamperia di Gaetano Albizzini. A pp. 146-195, le Lodi della
si ebbe una ristampa senza il nome di A. M. Ricci: Le Lodi della pa
l’Icaromenippo di Lu
0 ed un (sic) appendice di piacevoli poesie, ece., Firenze, 1807,
appresso Carli e comp.: vendesi da Gaspero Ricci da S. Trinità,
(2) Per errore, il Bruner, Manuel du libraire®, 11, 1038, cita una traduzione
italiana con testo francese di «Bassgno,/1761».
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